Approvate in Parlamento norme più restrittive sui partiti politici

Il Parlamento ha approvato ieri l’emendamento alla legge sui partiti politici che pone soglie minime al numero dei loro membri, e altre misure presentate dal membro di coalizione Partito nazionale slovacco (SNS). Il nuovo testo della legge, approvato con 78 voti, prevede che per presentare una lista di 150 candidati al Parlamento nazionale o a quello Europeo i partiti devono avere almeno 300 membri. In alternativa, l’organo superiore dei partiti – il congresso – non deve avere un numero di membri inferiore a 45.

I partiti non potranno accettare donazioni superiori ai 300.000 euro da un singolo donatore all’interno di un unico anno solare. I membri fondatori di un partito sciolto dai tribunali non potranno essere membri del comitato preparatore di un altro partito politico per cinque anni, o venire nominati in uno degli organi statutari del nuovo soggetto politico (in caso di violazione di questa norma verrà computata una multa di 3.500 euro).

Viene poi imposta la pubblicazione dei prestiti ricevuti dalle entità politiche, che dovranno informarne sui propri siti web, incluso il nome dei creditori, entro un mese dalla firma del contratto.

Si decreta inoltre lo stop ai partiti “personali”: il nome dei partiti o la loro sigla non dovranno più contenere il nome di un individuo che è o un organo statutario o un membro del comitato preparatorio. Si va quindi a toccare un fenomeno salito alla cronaca negli ultimi anni, e che in particolare riguarda due formazioni dell’opposizione attualmente presenti in Parlamento: “Kotleba-Partito popolare Nostra Slovacchia” e “Siamo una famiglia-Boris Kollar”.

(La Redazione)

Foto nrsr.sk

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