Terreno contaminato nella costruzione della tangenziale di Bratislava

Nessuno sconto alla criminalità ambientale, ha detto il ministro dell’Ambiente Laszlo Solymos (Most-Hid), perché chi minaccia l’ambiente mette anche a rischio la vita delle persone. La dichiarazione del ministro è venuta ieri, lunedi, dopo un intervento della polizia con ricerche e perquisizioni  domicilio e in altri locali e appezzamenti di terreno in diverse località della regione di Bratislava. L’operazione, a cura dell’Agenzia nazionale anticrimine NAKA, avvenuta per ordine di un giudice e svoltasi tra Bratislava e i distretti di Senec e Pezinok, era collegata con lo scarico di rifiuti pericolosi in una discarica sotto la circonvallazione D4. Iil portavoce del ministero dell’Ambiente aveva detto che lo smaltimento illegale era stato operato nel territorio dei comuni di Limbach e Most pri Bratislave. L’operazione, ha aggiunto, è stata condotta «con la partecipazione dell’Ispettorato ambientale slovacco ed esperti per valutare il danno ambientale».

La polizia aveva iniziato nel mese di luglio un processo penale per trattamento illecito di rifiuti in relazione al presunto scarico non autorizzato di terra contaminata e pericolosa dal sito dell’ex stazione degli autobus della capitale, in via di rifacimento, al cantiere tra l’autostrada D4 e la superstrada R7. Il consorzio Obchvat Nula guidato dall’azienda spagnola Cintra che costruisce la circonvallazione di Bratislava aveva dichiarato in precedenza che il materiale utilizzato per la costruzione della strada ha certificati di qualità validi e che ha passato criteri rigorosi per la valutazione dell’idoneità del suo uso, inclusa la condizione di assenza di suolo contaminato. Durante l’intervento di ieri la polizia ha arrestato il rappresentante legale di una società di trattamento di rifiuti speciali, presumibilmente associata a varie discariche illegali nelle vicinanze di Bratislava.

Il ministro Solymos ha affermato: «L’ho già detto più volte e lo dico di nuovo. La violazione delle leggi ambientali minacciano la salute di questo paese. Infrangere le regole del gioco non deve pagare». Il ministero ha aumentato il numero e l’ampiezza delle ispezioni negli ultimi due anni, con l’assunzione di quasi 40 persone e l’aumento del bilancio a disposizione. Nel 2018 l’Ispettorato ambientale ha a disposizione 872mila euro in più – il 20% – rispetto al 2017.

Sulla stessa linea anche il primo ministro Peter Pellegrini: «Non possiamo tollerare che qualcuno, per i suoi interessi economici, usi nella costruzione materiali etichettati come rifiuti pericolosi che dovrebbero essere gestiti in accordo con la nostra legislazione». Lo Stato deve intervenire in modo molto più deciso contro i reati ambientali, ha detto il permier, e smentire chi continua a pensare che i crimini ambientali non sono puniti tanto duramtne quanto, ad esempio, i crimini economici.

(Red)

Foto pixabay

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