Ministro Richter: non vogliamo importare manodopera a basso costo

Il ministro del Lavoro Jan Richter (Smer-SD) ha detto ieri nel corso di una conferenza stampa che la strategia sulla mobilità della forza lavoro, che il consiglio dei ministri ha ratificato mercoledì non ha l’obiettivo di importare manodopera a basso costo dall’estero, anzi il ministero è fortemente impegnato a evitare i rischi di dumping sociale. In Slovacchia, ha sottolineato il ministro, il mercato del lavoro è soggetto ad alcune difficoltà, tra cui le differenze regionali e la non idoneità dei disoccupati registrati presso gli uffici del lavoro a soddisfare tutte le richieste dei datori di lavoro, a causa di carenze dal punto di vista dell’istruzione e formazione professionale. Oggi sono 180.000 gli slovacchi nelle liste degli uffici di collocamento, e nonostante questo le aziende hanno grandi difficoltà a trovare i lavoratori che servono loro.

Il documento strategico adottato dal governo non ha lo scopo di aprire le frontiere a tutti, a scapito dei disoccupati slovacchi. Il procedimento accelerato per l’assunzione di personale extra-UE in certe aree e mansioni specifiche è una misura straordinaria e potenzialmente temporanea che ha il compito di fornire alle imprese lavoratori per le loro esigenze. E si può applicare solo nei distretti in cui il tasso di disoccupazione è sotto il 5%, ha detto Richter. Una situazione che tuttavia ormai tocca oltre il 65% di tutti i 79 distretti della Slovacchia. Il reclutamento di lavoratori stranieri non metterà a repentaglio gli impiegati slovacchi, ha garantito il ministro, né i loro stipendi o gli standard sociali. Infatti, gli occupati extra-UE dovranno avere in Slovacchia le stesse condizioni, benefici e retribuzioni dei lavoratori locali.

Nel provvedimento, che produrrà entro novembre proposte legislative specifiche, il ministero propone diverse misure, suddivise in 23 punti fino al 2020. Tra di esse, il fatto che l’elenco delle professioni con carenza di manodopera dovrebbe essere aggiornato trimestralmente, e non annualmente, e l’idea di introdurre l’obbligo alle imprese di comunicare i posti vacanti agli uffici del lavoro, poiché un potenziale portale centrale del lavoro consentirebbe una risposta più flessibile alla necessità di coprire il posto vacante. Le imprese dovrebbero poi fornire ai comuni informazioni sul luogo di alloggio del personale da paesi terzi, e la necessità di rivedere le modalità di  presentazione dei documenti sui titoli di studio per le professioni nei settori della sanità e istruzione. Allo stesso modo, secondo il documento approvato, andranno riconsiderate le norme sulla documentazione da allegare alla domanda di soggiorno temporaneo per gli stranieri extracomunitari che vogliono lavorare in Slovacchia, e si dovrebbe ridurre da 90 a 30 giorni il termine per la domanda di soggiorno temporaneoper il personale dei centri tecnologici.

A differenza degli altri paesi di Visegrad, ha sottolineato il ministro, la Slovacchia continerà a regolare l’offerta di forza lavoro qualificata proveniente da paesi terzi senza per questo mettere a repentaglio i livelli sociali raggiunti dai lavoratori slovacchi. Il ministro ha ricordato anche che saranno rafforzati gli interventi del servizio specializzato Kobra per migliorare la ricerca di datori di lavoro che impiegano illegalmente stranieri.

(Red)

Foto gov.sk

Articoli più letti

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.