Profesia.sk: le imprese chiedono oggi meno competenze ai dipendenti

Secondo una analisi del portale di offerte di lavoro Profesia.sk, la quota di posti di lavoro che richiedono competenze complesse, i cosiddetti hard skills ovvero competenze professionali e abilità specifiche, è diminuita significativamente negli ultimi cinque anni. Oggi i datori di lavoro puntano di più a richiedere competenze trasversali, o soft skills, come il pensiero logico, la capacità di fare una presentazione, il lavoro di squadra, le le facoltà analitiche. Il che significa che chi cerca lavoro dovrebbe spendere più tempo e risorse nel miglioramento delle proprie conoscenze e abilità trasversali.

Questo cambiamento da parte delle aziende è stato dettato da una sempre maggiore difficoltà di trovare il personale necessario per soddisfare i propri bisogni a causa della riduzione del tasso di disoccupazione, che risulta in una inferiore offerta di candidati che rispondono agli annunci di lavoro. Si fa dunque più complessa per chi cerca nuovi dipendenti la selezione di persone che abbiano tutte le competenze professionali fino a ieri necessarie per una posizione lavorativa. Una tendenza tuttavia riscontrabile anche in altri paesi.

Secondo lo studio svolto da Profesia.sk, nel 2014 le prime dieci competenze più ricercate tra i laureati includevano cinque hard skills. Nel 2018 solo una di queste resiste nella top ten, cioè la conoscenza attiva della lingua inglese. Una abilità del resto ormai molto comune tra laureati e diplomati slovacchi. Per questi ultimi, l’unica competenza professionale che era tra le prime dieci cinque anni fa ed è rimasta tale è la capacità di lavorare a buon livello con il computer, che è ormai una virtà di prassi per i neodiplomati.

(Red)

Foto pixabay CC0

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