Corte specializzata: la donna è solo un tramite, i soldi consegnati in un fazzoletto

Ieri nel tardo pomeriggio la Corte penale specializzata (ŠTS) a Banská Bystrica ha pubblicato un resoconto di come è stato pianificato ed eseguito l’omicidio del giornalista Ján Kuciak, cui disgraziatamente si è aggiunto quello della sua fidanzata Martina Kušnírová, che il killer non sapeva che fosse nella casa e che si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Nel resoconto sono incluse informazioni sui preparativi, il pagamento e la situazione di Alena Zsuzsová, la donna accusata di essere l’ordinante, e quindi l’elemento chiave di tutta l’operazione. La donna e gli altre tre sospettati sono statei arrestati in due raid compiuti dagli agenti della NAKA, l’Agenzia criminale nazionale, insieme a unità antiterrorismo Lynx Commando nella cittadina di Kolárovo e a Komárno (località entrambe nella regione di Nitra, a una cinquantina di chilometri dal luogo degli omicidi) prima dell’alba del 27 e 28 settembre.

Secondo quanto riporta Teraz in base al documento di dieci pagine del 30 settembre ottenuto dalla Corte grazie a legge sul diritto all’informazione, dove i nomi e i dati personali sono oscurati ma ormai ben noti, Alena Zsuzsóvá nega di avere avuto motivi per volere la morte di Kuciak. Secondo gli inquirenti, è lei che avrebbe fornito agli assassini un telefono cellulare e una foto del giornalista con il suo indirizzo di casa, e con loro si è accordata per un compenso di 50.000 euro, oltre a cancellare loro un precedente debito di 20.000 euro. Dal testo della ŠTS si evince che lei era stata più volte a controllare la casa di Kuciak.

I 50.000 euro consegnati in un fazzoletto
Dopo essere uscito dalla casa dove ha lasciato a terra due corpi senza vita, uccisi a freddo con una pistola calibro 9 – un solo colpo alla testa lei e due dritti al cuore per lui – il presunto killer Tomáš Szabó, ex investigatore della polizia, è passato a piedi davanti a diverse case e ha attraversato la strada per arrivare a un vicino campo di calcio, dove lo aspettava in auto il cugino ed ex militare Miroslav Marček. Insieme sono andati a Komárno per incontrare l’intermediario Zoltán Andruskó, che gli ha consegnato 50.000 euro in banconote da 500, avvolti in un fazzoletto. Tra di loro i complici si parlavano attraverso telefoni cellulari che hanno acquistato per 80 euro.

La donna è solo un negoziatore, manca il vero mandante
Il giudice per i lavori preparatori di ŠTS Roman Puchovsky, che firma il documento, è quasi certo che la donna, che aveva lavorato in passato in Italia come escort, abbia agito soltanto come negoziatore, e che il suo ruolo fosse quello di assumere gli assassini, un incarico datole da qualcun altro che le avrebbe fornito i soldi per comprare il crimine. Un “qualcuno” di cui ancora non si sarebbe arrivati a definire l’identità in modo inequivocabile. Nonostante la donna abbia dichiarato di non avere un lavoro e nessun reddito regolare – durante l’interrogatorio avrebbe affermato di essere senza un soldo – nella perquisizione di casa sua la polizia ha trovato 23.000 euro in contanti, in banconote da 200 euro. Ha anche affermato di avere in uso una Mercedes-Benz CLA, auto registrata a nome di sua madre, e ammesso di guidare da circa tre mesi una Mercedes-Benz GLE Coupé, vettura decisamente lussuosa che avrebbe avuto in prestito, non è stato detto da chi. La Corte afferma nel documento che è quindi piuttosto lampante che ci sia una «inequivocabile discrepanza tra il reddito ufficiale e lo status finanziario effettivo» nel quale la donna è stata trovata.

La Zsuzsová, secondo quanto scrive il sito web Aktuality.sk per il quale lavorava Ján Kuciak, risulterebbe nel documento fornito dalla corte che si sarebbe arrabbiata molto quando ha saputo – sembra il giorno dopo dall’intermediario – che era stata uccisa anche una donna insieme a Kuciak. Tomáš Szabó e Miroslav Marček, i due esecutori materiali, avrebbero anche chiesto più soldi alla donna dopo che la vicenda è diventata un caso di valenza internazionale; e li avrebbero ottenuti, anche se non è noto al momento quanto e come.

Già dal primo incontro con Andruskó per organizzare l’omicidio, la donna ha mostrato un video in cui si vedeva come e quando Kuciak si spostava dalla casa. Insieme agli altri dati, l’indirizzo e le foto, Andruskó – che aveva avuto una storia in passato con la donna – lo ha consegnato con un telefono nuovo ai sicari, che avrebbero fatto almeno sette visite nei dintorni della casa nel villaggio di Veľká Mača prima di colpire. La prima ispezione risalirebbe al 5 febbraio, e l’ultima il 19 febbraio, due giorni prima dell’omicidio, alternando due automobili, una Peugeot e una Škoda.

Zásah Lynx Commanda

VRAŽDA KUCIAKA A KUŠNÍROVEJ: AUTENTICKÉ VIDEO ZO ZÁSAHUPrinášame vám autentické video zo štvrtkového zásahu voči osobám, ktoré už boli medzičasom obvinené z vraždy Jána Kuciaka a Martiny Kušnírovej.

Uverejnil používateľ Polícia Slovenskej republiky Pondelok 1. október 2018

Il nome di Kočner
Come evidenzia il sito Aktuality.sk, nel documento si cita (in fondo a pagina 6), facendo riferimento alla testimonianza di uno degli accusati, anche il presunto mandante, che è «attualmente in stato di detenzione in un altro procedimento penale …». Il che porterebbe a Marián Kočner, che è in galera in attesa del processo accusato di frode finanziaria per delle cambiali per diverse decine di milioni di euro che si presume abbia contraffatto insieme al coimputato Pavel Rusko, ex direttore generale di TV Markiza. Dal documento non è così chiaro il riferimento, ma è probabilmente da questa citazione che il nome di Kočner è uscito sulla stampa nei giorni scorsi. Kuciak si era interessato a Kočner nei mesi prima di morire, e il controverso uomo d’affari lo aveva minacciato di riversare su di lui una montagna di fango, e interessarsi anche alla sua famiglia. La denuncia di Kuciak alla polizia per intimidazione è rimasta lettera morta fino a dopo il suo omicidio.

L’arresto prima della possibile fuga
Si è deciso di arrestare tutti i quattro sospetti tra giovedì 27 e venerdì 28 settembre, a causa delle preoccupazioni di un potenziale rischio di fuga. Secondo quanto affermato la scorsa settimana, alcuni di essi avrebbero infatti sospettato di essere intercettati. In particolare si temeva la fuga di Szabó, di cui si sapeva che aveva avuto una «formazione paramilitare in un’agenzia internazionale», e che conosce lingue straniere, dunque in grado di cavarsela bene all’estero. La donna e i due cugini, quindi tutti tranne Zoltán Andruskó, hanno fatto appello contro la conferma della detenzione. Martedì la Corte Suprema si è espressa sui ricorsi, respingendoli e confermando che tutt’ora sussistono tutte le ragioni che hanno portato a metterli in prigione. I due sicari rischiano pene da 25 anni all’ergastolo.

L’arma
Gli agenti che hanno preso il killer hanno trovato anche diverse armi, tra le quali due mitragliette Skorpion Vz 61 modificate, numerose munizioni e caricatori, e una pistola non meglio specificata calibro 9 mm Luger, che dovrebbe essere l’arma con la quale Tomáš Szabó ha freddato Ján Kuciak e Martina Kušnírová.

Premiati gli agenti che hanno chiarito il caso
Lunedì il ministro degli Interni Denisa Saková (Smer-SD) ha ricevuto presso il ministero insieme al capo della polizia Milan Lučanský 38 membri del team investigativo che ha lavorato per risolvere il caso. Ha elogiato il lavoro degli agenti, che, ha scritto sul suo profilo Facebook, «Anche se mi è chiaro che c’è ancora molta strada da percorrere per arrivare al giudizio finale, penso che stiano facendo un buon lavoro». Tre dei componenti della squadra di indagine sono stati promossi, agli altri è stata riconosciuta una ricompensa in denaro, come la polizia ha postato su un social network.

Per me è importante, ha detto la ministra, «che grazie alla vostra iniziativa e al vostro lavoro altamente professionale e analitico possiamo sederci qui oggi ed essere orgogliosi del vostro impegno nel chiarire questo doppio omicidio». Anche Lučanský ha ringraziato i poliziotti, e ha sottolineato che «chiarire il caso è solo la prima e fondamentale parte dell’intero crimine, ora sarà importante dimostrarlo e condannare chi si nasconde dietro questo delitto».

Ocenení policajti

VRAŽDA KUCIAKA A KUŠNÍROVEJ: OCENENIE PRE POLICAJTOVDenisa Saková – Ministerka vnútra SR v spoločnosti prezidenta Policajného zboru Milana Lučanského udelila ocenenie policajtom a policajtkám, ktorí pracovali na objasnení vraždy Jána Kuciaka a Martiny Kušnírovej. V závere videa hovorí vedúci vyšetrovacieho tímu.

Uverejnil používateľ Polícia Slovenskej republiky Pondelok 8. október 2018

(La Redazione)

Foto FB/Policia SR
FB/Denisa Saková
FB/policiaslovakia

Articoli più letti

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.