Il Ministro Lajčák da Lavrov a Mosca, riceve assicurazioni su gas e petrolio

Il ministro slovacco degli Affari esteri ed Europei Miroslav Lajčák ha incontrato ieri a Mosca l’omologo russo Sergey Lavrov. I due ministri hanno discusso di diverse questioni bilaterali e una serie di problemi internazionali. Sulla cooperazione bilaterale, il colloquio si è in particolare soffermato su commercio ed energia.

La Federazione Russa, ha detto Lajčák ai giornalisti dopo l’incontro, continua a essere uno tra i più importanti partner commerciali della Slovacchia al di fuori dell’Unione europea per quanto riguarda commercio ed investimenti. Lajčák ha poi dichiarato che, nonostante la complessa situazione nella politica internazionale, e il raffreddamento delle relazioni tra Bruxelles e Mosca (dopo l’annessione della Crimea da parte russa), rimane interesse della Slovacchia proseguire il dialogo attivo con la Federazione Russa con lo scopo di cercare soluzioni alle attuali sfide globali e regionali. La Russia è infatti «un partner indispensabile per assicurare sicurezza e stabilità a livello internazionale», secondo lo slovacco. I due hanno scambiato le proprie opinioni su una serie di questioni di attualità internazionale, come ad esempio i Balcani occidentali, il processo di pace in Medio Oriente, la Siria, l’Iraq, la situazione nella penisola coreana, e la riforma delle Nazioni Unite. Lavrov ha elogiato i risultati raggiunti da Lajčák come presidente della 72a Assemblea generale delle Nazioni Unite, incarico che si è concluso pochi giorni fa.

Sulla questione energetica, Lajčák ha detto che per la Slovacchia è cruciale rimanere un importante paese di transito per il gas naturale proveniente dalla Federazione Russa verso l’Europa occidentale, anche dopo l’apertura del gasdotto Nord Stream 2, un progetto al quale partecipano compagnie petrolifere di Germania, Francia, Austria e Paesi Bassi, la cui costruzione è iniziata in Germania lo scorso maggio. Il nuovo gasdotto fornirà 55 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno dalla Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico, aggirando l’Ucraina, il blocco di Visegrad e gli Stati baltici, tutti contrari al progetto. Lavrov ha assicurato al collega che la Slovacchia può sempre contare sulla Federazione Russa per la fornitura di idrocarburi: «La cooperazione nel settore dell’industria energetica (inclusa quella nucleare) procede bene. Sono sicuro che Bratislava potrà sempre contare su Mosca per una fornitura sicura di idrocarburi», ha affermato il capo della diplomazia russo.

Lajčák ha anche informato Lavrov delle priorità della Slovacchia nel corso della sua prossima presidenza dell’OSCE (l’Organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa) che si terrà nel 2019. Tra gli interessi slovacchi, gli ha detto il ministro di Bratislava, c’è quello di «contribuire a migliorare le condizioni di vita delle persone colpite dai conflitti nelle regioni orientali dell’Ucraina, e contribuire al processo di ricerca di soluzioni» per pacificare la regione.

Nel corso dell’incontro, lo slovacco ha perorato la causa del regista ucraino Oleh Sence, imprigionata in Russia, che Lajčák si aspetta sia trattato in accordo con gli suoi impegni legali internazionali della Russia, e ha invitato Mosca a rilasciare il regista. Tutta l’Europa e il mondo, ha sottolineato il diplomatico rivolgendosi a Lavrov, «vi guardano con attenzione, e si aspettano che prevalga l’aspetto umanitario del caso, e che Mosca faccia un gesto che la comunità internazionale apprezzerà sicuramente».

Lajčák, che ha anche invitato Lavrov a recarsi in visita in Slovacchia nel prossimo futuro, ha poi tenuto una conferenza all’Istituto statale per le relazioni internazionali di Mosca (Mgimo), dove anche lui ha studiato qualche decennio fa, come molti diplomatici e politici slovacchi e cechi della sua generazione.

Foto mzv.sk

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