Riconversione dell’Alto Nitra, parte la stesura della bozza con esperti dell’UE

Il programma d’azione per la trasformazione dell’area dell’Alto Nitra dopo la fine delle attività di estrazione del carbone vedrà il diretto coinvolgimento di esperti scelti dalla Commissione europea, che parteciperanno alla sua stesura. Come ha informato l’ufficio del Vicepremier per gli Investimenti e la Digitalizzazione, nel mese di ottobre è prevista la prima riunione con gli esperti che inizieranno a comporre un piano d’azione che includerà progetti di sviluppo economico, gestione ambientale, occupazione e servizi sociali, oltre a contributi statali per il risanamento delle zone colpite da inquinamento ambientale a causa dello sfruttamento dell’industria carbonifera locale. Nel corso dell’autunno la bozza del piano sarà presentata al pubblico e andrò sul tavolo del governo dopo una fase di analisi e commenti interministeriali. Si andrebbe quindi all’approvazione governativa nei primi mesi dell’anno prossimo, e non entro quest’anno come detto più volte.

Il processo di trasformazione della regione dell’Alto Nitra è un mutamento di natura strutturale che richiederà diversi anni, sottolinea l’ufficio del Vicepremier. Il processo non può infatti essere accelerato e risolto nel giro di pochi mesi. La Germania, ad esempio, ha iniziato negli anni ’60 la conversione dell’area della Ruhr, che ancora non è stata completata.

Non è ancora nota la data ultima per l’avvio della chiusura dell’estrazione del carbone nell’Alto Nitra, prima di partire con la fase di reindustrializzazione e di metamorfosi del tessuto produttivo ed economico della regione. Il governo continua a contare sulla produzione di elettricità nella centrale di Nováky, dove viene bruciato carbone, fino al 2030, con il sostegno pubblico. Il ministro dell’Economia ha recentemente ipotizzato di abbreviare quel termine da cinque a sette anni. Oggi la società mineraria Hornonitrianske Bane, che riceve circa 95 milioni di euro all’anno in sussidi governativi, è il maggiore datore di lavoro dell’area con i suoi 3.500 occupati, che entro qualche anno dovranno essere riconvertiti in altre occupazioni. Per ora ONG, imprenditori e consiglieri della regione di Trencin hanno presentato circa 80 progetti di riconversione per un valore di oltre 1 miliardo di euro. Il processo di transizione avverrà in più fasi, partendo dalla costruzione di nuove infrastrutture stradali.

(Red)

Foto pixabay CC0

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