Kuciak, esce (di nuovo) il nome di Kočner come mandante. La Polizia non commenta

Il quotidiano Dennik N ha riferito ieri sera, citando fonti anonime dell’indagine, che uno degli imputati per il doppio omicidio del giornalista investigativo Ján Kuciak e della sua fidanzata Martina Kušnírová avrebbe dichiarato che a ordinare il delitto è stato Marián Kočner, chiacchierato e potente uomo d’affari, spesso protagonista in passato di vicende losche, ritenuto in affari anche con la malavita e che ha goduto a lungo di protezione politica. Di lui e delle sue frodi fiscali scrisse negli ultimi mesi di vita anche Ján Kuciak, che ricevette dall’imprenditore una telefonata di minacce. La denuncia alla polizia per l’intimidazione (una pratica comune per lui) non ebbe tuttavia alcun effetto, e fu ripresa soltanto dopo la sua morte violenta per ordine del Procuratore generale.

Kočner si trova attualmente in carcere in attesa di giudizio, accusato di falsificazione di titoli di credito per diverse decine di milioni di euro insieme al debitore delle cambiali, l’ex ministro Pavol Rusko, anch’egli in custodia, ai domiciliari, imputato per tentato omicidio dell’ex socia. È anche accusato di avere frodato milioni di euro al fisco per un rimborso Iva illegittimo sulla compravendita di due alberghi nella località sciistica di Donovaly nei Bassi Tatra. Il suo nome era uscito poco dopo la scoperta dei corpi di Kuciak e Kušnírová quale sospetto.

Zoltán Andruskó, che nel caso Kuciak avrebbe svolto il ruolo di mediatore, starebbe collaborando con la polizia. Avrebbe indicato in Marián Kočner il mandante, che ha pagato 70 mila euro agli esecuturi attraverso Alena Zsuzsová, sua collaboratrice e traduttrice dall’italiano. Andruskó ha ammesso, secondo il giornale, di averlo saputo dalla donna, con la quale aveva una relazione. La figlia che hanno avuto insieme avrebbe avuto proprio Kočner come padrino, secondo le rivelazioni pubblicate dal tabloid Nový čas.

Questa mattina la polizia ha fatto sapere che non commenterà le informazioni riportate dai media, e rimanda all’ufficio del Procuratore Speciale (USP) per qualunque risposta alle tante domande sorte nelle ultime ore. L’USP, dal canto suo, afferma che in questa fase dell’indagine tutte le informazioni che potevano essere rivelate sono già state fornite dal Procuratore generale Jaromir Ciznar nella conferenza stampa di lunedì. Oggi, dopo le dichiarazioni della polizia, anche l’avvocato di Andruskó ha negato che il suo cliente abbia nominato Kočner come mandante.

Due giorni fa, dopo tre mesi di custodia cautelare nel palazzo di giustizia di Bratislava, Kočner è stato trasferito nel carcere di Leopoldov (distretto di Holovec, regione di Trnava). Nemmeno l’avvocato difensore ha potuto sapere le ragioni dello spostamento del detenuto, secondo il sito Aktuality.sk. Quell’avvocato che martedì aveva affermato che Kočner nega di avere tenuto a battesimo la figlia di Alena Zsuzsová, e di averlo fatto solo per due bambini maschi che ora hanno più di 30 anni.

Intanto, ha scritto Aktuality.sk oggi pomeriggio, sono stati depositati oggi presso la Corte Suprema gli appelli di tre dei quattro imputati dell’omicidio, la cui detenzione è stata confermata domenica. La Corte ha ora cinque giorni lavorativi di tempo per emettere un verdetto in una seduta a porte chiuse.

(La Redazione)

Foto Peter Tkac cc by sa

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