SNS propone tassa speciale per Gdo: “aiuteremo i produttori nazionali”

Un disegno di legge presentato dal Partito nazionale slovacco (SNS), membro della coalizione di governo, che dovrebbe essere discusso in Parlamento nella sessione di ottobre prevede una nuova imposta speciale del 2,5% sul fatturato netto delle catene di vendita al dettaglio. Nelle intenzioni degli autori, il provvedimento, che potrebbe entrare in vigore in gennaio, dovrebbe garantire fondi da girare a favore di agricoltori e produttori alimentari. Nel documento si spiega che oggi la distribuzione del profitto tra i vari soggetti nella catena di produzione e trasformazione fino alla vendita al dettaglio è molto disomogenea. Le catene di vendita della Gdo «occupano al momento una posizione dominante nella filiera», una situazione che la legge vorrebbe ribilanciare, oltre a contribuire all’autosufficienza alimentare della Slovacchia con il rafforzamento del settore della produzione agroalimentare. I profitti delle imprese della grande distribuzione organizzata in Slovacchia sono due volte o addirittura tre volte più alti che nell’Europa occidentale, spiega il ministero, e tutti i profitti vengono generati a spese dei produttori alimentari slovacchi.

Inoltre, è tra gli obiettivi della proposta l’idea di sostenere maggiormente le specialità agroalimentari tradizionali a livello regionale. Con i fondi ricavati dalla tassa, che sono stimati a oltre 150 milioni di euro dal prossimo anno, si può anche indennizzare le imprese di produzione per gli impatti negativi sui raccolti agricoli e sensibilizzare l’opinione pubblica sui prodotti nazionali e la loro sicurezza.

Secondo la formulazione del disegno di legge, il prelievo andrebbe a colpire le imprese commerciali che producono non meno del 10% del fatturato con la vendita di generi alimentari, che hanno attività in almeno due distretti in Slovacchia e che fanno capo a una unica catena, con comunicazione e attività di marketing unitarie.

L’Alleanza slovacca per il commercio moderno (SAMO), organizzazione che raggruppa reti commerciali di grande rilievo come Billa, Kaufland, Lidl, Metro, Tesco, Terno e DM Drogerie Markt, lamenta che nonostante assicurazioni scritte e orali dei ministeri dell’Agricoltura e delle Finanze, il partito SNS abbia deciso di presentare il provvedimento senza discuterne prima con gli operatori o con esperti del settore indipendenti. Le aziende associate in SAMO considerano discriminatoria qualsiasi imposta addizionale su un gruppo specifico di imprese, che può avere un impatto negativo sui consumatori e rendere necessari tagli agli investimenti nei punti vendita al dettaglio. SAMO ricorda che quando fu creata qualche anno fa una imposta speciale sulle banche, il maggior costo fu riversato sui clienti in forma di commissioni più alte. Dicono anche che, come ha rilevato un dirigente di Coop Jednota, una simile manovra iniziata in Polonia e Ungheria è finita in nulla perché è stata bloccata da Bruxelles ritenendola non conforme alle norme UE in materia di aiuti di Stato.

Dai partiti di opposizione arrivano critiche alla proposta, ritenendo che i costi sostenuti dalle reti al dettaglio andranno ad aumentare i prezzi alimentari, che già sono in costante crescita, come avverte Jana Kissova di Libertà e Solidarietà (SaS). L’imposta poi potrebbe scoraggiare gli investitori dall’investire in attività commerciali al dettaglio in Slovacchia. E gli slovacchi finiranno a fare più acquisti all’estero a causa dei prezzi più alti in patria. Le fa eco il deputato OLaNO Eduard Heger, secondo il quale una tassa sulle catene commerciali significherà ancora maggiore pressione sui produttori alimentari, che dovranno ancora di più abassare la testa, o rinunciare ad essere presenti sugli scaffali dei negozi slovacchi. Ma il danno maggiore lo avranno i consumatori, in particolare le persone a basso reddito, famiglie con bambini, pensionati, disoccupati, cioè coloro che spendono gran parte del reddito in cibo, salute e bellezza. Se si vuole davvero aumentare la quantità di prodotti slovacchi nei negozi, dice il suo collega OLaNO Peter Kremsky, si deve migliorare il contesto imprenditoriale, e promuovere la coltivazione di frutta, verdura e colture tradizionali, specialmente nelle aree ai piedi delle montagne. Va inoltre introdotto un sistema trasparente di assegnazione dei sussidi in agricoltura e semplificato il sistema di vendita di alimenti locali direttamente ai consumatori.

(Red)

Foto ElasticComputeFarm CC0

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