Procura: via libera a procedimento penale per il sequestro del vietnamita

Dopo l’esame del fascicolo aperto sul caso del rapimento del cittadino vietnamita Trinh Xuan Thanh, il procuratore supervisore della Procura regionale di Bratislava ha dato incarico all’investigatore di avviare un procedimento penale per il reato di restrizione illegale della libertà personale mediante complicità. Come da informazioni fornite dalla procura regionale di Bratislava, nell’ambito dell’inchiesta sono state interrogate finora 22 persone, i cui nomi sono nella lista di 44 individui facenti capo al ministero degli Interni che il ministro Denisa Sakova (Smer-SD) aveva dispensato dal mantenere il segreto di Stato sui fatti concernenti la visita ufficiale di una delegazione vietnamita in Slovacchia nel luglio 2017. La mossa era venuta dopo numerose proteste di parlamentari di opposizione al fine di fornire informazioni rilevanti sul caso, che in un primo tempo il governo della Slovacchia aveva cercato di sminuire.

Lunedì 1° ottobre due poliziotti avrebbero, secondo il quotidiano Dennik N, testimoniato di avere visto il cittadino vietnamita trascinato a bordo dell’aereo che il governo slovacco aveva prestato alla delegazione del Vietnam. Testimonianze che il giornale dice rappresentano un punto di svolta nelle indagini. Una cosa che era sempre stata negata dal ministero dell’Interno, come dall’ex ministro al tempo dei fatti, Robert Kalinak (Smer-SD), che per dimostrare la sua affidabilità si era sottoposto volontariamente a un esame al poligrafo (la macchina della verità), anche se non valido ai fini giudiziari.

Secondo le informazioni disponibili, l’imprenditore e dirigente vietnamita Trinh Xuan Thanh, che si trovava in Germania come richiedente asilo per motivi politici, è stato presumibilmente rapito dai servizi segreti vietnamiti da un parco pubblico di Berlino e riportato nel suo paese d’origine attraverso la Slovacchia, approfittando di una visita ufficiale del ministro della Sicurezza del Vietnam To Lam a Bratislava. Il caso, che inizialmente avrebbe prodotto alcune frizioni tra Berlino e Bratislava, è ora indagato sia dalla magistratura slovacca che da quella tedesca. Una volta rientrato in patria, Trinh Xuan Thanh è stato condannato nel giro di pochi giorni a due ergastoli per frode fiscale.

Rappresentanti politici di diversi schieramenti hanno espresso sollievo per la decisione di andare avanti con un procedimento penale. Il partito Most-Hid, membro della coalizione di maggioranza,  ritiene positivo che si indaghi a fondo anche su questa spinosa faccenda, dopo i progressi significativi ottenuti negli omicidi di Jan Kuciak e Martina Kusnirova. La dirigenza del partito ribadisce la sua intenzione, nel momento in cui fossero confermate le responsabilità di alcune autorità statali slovacche, consapevolmente e attivamente coinvolte nel caso, Most-Hid è pronto a ritirarsi dalla coalizione di governo.

Il maggior partito di opposizione Libertà e la solidarietà (SaS) vuole la testa del ministro dell’Interno Denisa Sakova (Smer-SD), ora che la cosa si sta facendo seria e che alcuni agenti di polizia avrebbero confermato di avere visto il vietnamita trascinato contro la sua volontà sull’aereo che la Slovacchia ha fornito al governo del Vietnam. Secondo SaS a questo punto sono sospettabili di avere coperto il crimine sia l’ex ministro Robert Kalinak che l’attuale ministro Denisa Sakova, allora segretario di stato al ministero degli Interni, e anche il capo del protocollo al ministero, Radovan Culak, che si è occupato in prima persona di tutti i dettagli della visita dei vietnamiti a Bratislava. Un altro partito di opposizione, OLaNO, ha affermato attraverso la capogruppo Veronika Remisova che ormai è quasi certo che sia stato commesso un grave crimine e che la polizia slovacca sia semplicemente rimasta a guardare. Niente del genere avrebbe potuto accadere senza la partecipazione di «alcuni alti funzionari nelle strutture del ministero degli Interni», ha detto Remisova, chiedendo le dimissioni della Sakova.

(Red)

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