Intesa dei ministri V4 per l’alta velocità tra le quattro capitali

I ministri dei Trasporti dei quattro paesi di Visegrad in riunione in località Strbske Pleso, sugli Alti Tatra, hanno espresso congiuntamente la necessità di perseguire l’obiettivo di migliorare la cooperazione nei trasporti, cercando le condizioni più favorevoli per finanziare progetti strategici. Nella riunione, che si è svolta tra il 30 settembre e l’1 ottobre, il ministro slovacco Arpad Ersek (Most-Hid), quello polacco Andrzej Adamczyk, il collega ungherese Peter Szijjarto e il ministro dei trasporti ceco Dan Tok hanno firmato in particolare una dichiarazione che esprime la volontà di cooperare per lo sviluppo di una ferrovia ad alta velocità in Europa centrale. In questa regione attualmente le ferrovie sono in condizioni deplorevoli, secondo Szijjarto, e mancano collegamenti di qualità superiore con il resto del continente. Szijjarto ritiene ridicolo che oggi ci vogliano undici ore per andare da Budapest a Varsavia. Con la ferrovia ad alta velocità ne dovrebbero bastare quattro o cinque.

Erserk ha spiegato che «la nostra priorità è rendere il viaggio in treno più veloce, più confortevole e soprattutto il mezzo di trasporto preferito». Dovrebbe quindi essere obiettivo comune dei quattro paesi «costruire una linea di treni ad alta velocità», progetto ambizioso che la Slovacchia farà del suo meglio per spingere quale presidente di turno del gruppo V4.

La rete ferroviaria ad alta velocità, ancora tutta da pensare, dovrebbe collegare le città di Varsavia, Praga, Bratislava e Budapest con convogli passeggeri che viaggeranno a 250 chilometri all’ora, riducendo significativamente i tempi per muoversi tra le quattro capitali. Il progetto, avviato dall’Ungheria, vorrebbe divenire una vera alternativa al trasporto stradale e aereo. Oggi in Slovacchia i treni hanno una velocità massima di 160 chilometri all’ora.

Per la fine dell’anno dovrebbero essere messi nero su bianco i parametri tecnici della nuova linea insieme a una relazione preparatoria per uno studio sulla sostenibilità del progetto, che costerà presumibilmente diversi miliardi di euro e sarà realizzato in decenni. Sul costo ci sono ancora molti dubbi, legati anche alla modalità con cui verrebbe realizzata la linea, che ad esempio in Slovacchia è probabile dovrà essere costruita su pilastri; e anche la stazione di Bratislava dovrebbe presumibilmente essere studiata ex novo. I ministri vorrebbero che il progetto fosse finanziato dalla Banca europea per gli investimenti (BEI).

(La Redazione)

Foto pixabay

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