Kuciak: in quattro in custodia per il delitto. Mancano arma, movente e mandante

Dopo l’arresto giovedì all’alba, e la formulazione ufficiale di accuse per tre persone nel caso Kuciak, l’unità speciale di intervento Lynx Commando è entrata di nuovo in azione nella giornata di venerdì 28 settembre con un raid a Komarno (regione di Nitra) nella casa di una donna di 44 anni chiamata Alena Zsuzsová, che ha lavorato come interprete dall’italiano del controverso imprenditore Marián Kočner. Oltre ad aver prelevato la suddetta donna, agenti di polizia vestiti in abiti civili hanno perquisito a fondo l’edificio per tutto il giorno e sequestrato documenti e oggetti. Il giorno dopo il procuratore della Procura speciale che si occupa degli omicidi del giornalista investigativo Ján Kuciak e della sua fidanzata Martina Kušnírová ha informato di avere messo in stato di accusa anche la donna e presentato una mozione per la tenuta in custodia.

Sono così quattro le persone per le quali il procuratore aveva presentato richieste di custodia per omicidio premeditato aggravato e altri reati nel caso Kuciak. Ieri, domenica 30 settembre, il giudice per i procedimenti preliminari della Corte penale specializzata (STS) ha deciso di tenere in custodia tutti e quattro gli imputati – Tomáš Szabó, Miroslav Marček, Zoltán Andruskó e Alena Zsuzsová. I primi due, cugini, sono stati catturati nell’incursione a Kolárovo di giovedì mattina; in contemporanea è stato arrestato anche il terzo uomo nel villaggio di Marcelová vicino a Komárno. Gli abitanti del luogo hanno detto che i poliziotti hanno setacciato quel giorno anche il vicino lago. E venerdì si è arrivati alla donna, presa nella sua casa a Komárno.

I tre uomini sono accusati di omicidio premeditato aggravato e altri crimini, mentre la donna, che è ritenuta essere il committente del crimine, è accusata di partecipazione in omicidio premeditato aggravato. Alcuni dei quattro imputati sono stati condannati in passato, ma non per crimini violenti. L’esecutore materiale, Szabó, è stato oggetto di un numero di misure disciplinari durante il suo servizio nelle forze dell’ordine, e su sua richiesta aveva lasciato il posto di investigatore regionale per una filiale distrettuale, circostanza che il capo della polizia ha definito decisamente insolita. Non è chiaro se tutti e quattro i detenuti si conoscessero.

Zásah Lynx Commanda

VRAŽDA KUCIAKA A KUŠNÍROVEJ: AUTENTICKÉ VIDEO ZO ZÁSAHUPrinášame vám autentické video zo štvrtkového zásahu voči osobám, ktoré už boli medzičasom obvinené z vraždy Jána Kuciaka a Martiny Kušnírovej.

Uverejnil používateľ Polícia Slovenskej republiky Pondelok 1. október 2018

Secondo l’ufficio del Procuratore generale, l’ordine degli omicidi è costato 50.000 euro in contanti più altri 20.000 euro sotto forma di debito condonato, per un totale di almeno 70.000 euro per i due omicidi, come è stato confermato oggi in una conferenza stampa da un pubblico ministero presso l’ufficio del Procuratore generale. Erano due i procuratori di sorveglianza dell’indagine che sono intervenuti in conferenza stampa, ma entrambi senza mostrare il volto o rilasciare i loro nomi.

Sono anche stati chiariti, allo stato attuale delle indagini, i ruoli dei quattro imputati nel delitto: Tomáš Szabó, ex investigatore della polizia, risulta essere il killer che la sera del 21 febbraio ha freddato Ján e Martina; suo cugino ed ex militare Miroslav Marčekl’autista; Zoltán Andruskó l’intermediario; e Alena Zsuzsová l’ordinante che ha pagato per l’omicidio. La polizia sta ancora indagando su dove ha ottenuto i soldi. I 20.000 euro condonati erano un vecchio debito del mediatore nei confronti della donna.

La donna, scrive Aktuality.sk, ha lavorato come traduttore slovacco-italiano, e il suome è stato associato al controverso uomo d’affari Marián Kočner, attualmente sotto custodia per diverse accuse connesse a una frode finanziaria. Non c’è tuttavia alcuna conferma ufficiale su questa correlazione da parte delle autorità. Avrebbe anche collaborato con diversi imprenditori italiani operanti in Slovacchia.

Secondo le indagini, solo Ján Kuciak doveva essere ucciso, e la sua ragazza si è trovata nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Una ipotesi che confermerebbe le prime impressioni, quando si disse che l’omicidio era collegato al lavoro del giornalista. Al momento è buio pesto su chi ci sia dietro la donna, ovvero su chi sia il vero mandante che ha deciso di far tacere Kuciak. Il procuratore ha detto che presumibilmente «non sarà di questo paese, è troppo presto per dire dove questo porterà». Se è molto probabile che la donna abbia pagato, «la domanda è da dove ha preso i soldi».

Uno degli accusati, il mediatore Zoltán Andruskó, controverso uomo d’affari che vive a Komarno, starebbe collaborando con la polizia, ed è l’unico che non ha fatto ricorso contro la decisione di custodia. Secondo il tabloid Nový Čas, egli ha una figlia con la Zsuzsová., di cui Marián Kočner è stato il padrino al battesimo.

Il direttore dell’unità criminale dell’Agenzia nazionale anticrimine (NAKA) Branislav Zurian ha confermato durante la conferenza stampa che le armi, le automobili e il telefono cellulare utilizzati dai responsabili sono stati sequestrati, così come una cartuccia che corrisponde a quelle usate nell’omicidio, ma non c’è l’arma. Come non c’è il movente. La polizia starebbe lavorando a due ipotesi, che però sono strettamente riservate e non sono state comunicate ai media.

Il Procuratore generale Jaromír Čižnár crede che il caso potrà essere chiuso con successo. «Le prove che abbiamo sono, a mio parere, molto, molto forti. Penso che ci siano i presupposti che il caso sarà concluso con successo. Sarete costantemente informati in misura tale da non mettere l’indagine a rischio», ha dichiarato Čižnár, aggiungendo che non fornirà ulteriori dettagli. Ha poi ringraziato chi ha collaborato dall’estero alla squadra investigativa, in particolare Europol, e ricordato che gli investigatori, inclusi gli italiani, continueranno a lavorare per raggiungere ulteriori risultati. Il capo della polizia Milan Lučanský ha confermato che la parte principale dell’indagine è stata focalizzata sull’attività analitica, e nell’ultimo mese si è concentrato solo sui sospettati. Nonostante si fosse detto nei giorni scorsi che gli americani avessero fornito immagini satellitari che avevano aiutato le indagini nel verificare movimenti di persone sospettate e automezzi, cosa che era stata smentita dall’ambasciata Usa in Slovacchia, uno dei procuratori ha detto che quelle immagini non sono state utilizzate.

Kuciak e Kušnírová sono stati assassinati nella loro casa il 21 febbraio. Solo alcuni giorni dopo è stata scoperta la loro orrenda morte. Le autorità slovacche hanno dichiarato subito di ritenere che si trattasse di un omicidio legato al lavoro di Kuciak, che indagava sulla corruzione nel governo e sui legami tra politici e mafiosi italiani. Il doppio delitto ha provocato importanti proteste e innescato una crisi politica, portando alle dimissioni del ministro degli Interni Robert Kaliňák e poi del primo ministro Robert Fico. Dopo un rimpasto dell’esecutivo e la nomina a nuovo premier di Peter Pellegrini, si è arrivati all’esonero forzato del capo della polizia Tibor Gašpar.

(La Redazione)

Foto FB/Policia SR

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