L’esecutivo approva nuove norme per nomina capo polizia

È stato approvato ieri dal consiglio dei ministri il disegno di legge che rinnova alcune regole per la selezione del comandante delle forze di polizia, che saranno più rigide rispetto al passato. Viene in particolare stabilito un limite alla durata del mandato, in origine proposto a sette anni suscitando forti proteste nelle fila dell’opposizione. Critiche erano arrivate anche da una parte della coalizione di maggioranza, in particolare il Partito nazionale slovacco (SNS), secondo azionista di questo governo. Ora si è scesi a un incarico di quattro anni, con possibilità di rinnovo.

L’emendamento, preparato dal ministro degli Interni Denisa Sakova (Smer-SD), dovrebbe poter entrare in vigore a partire dal 1° gennaio 2019. La prima nomina dovrà essere fatta in tempi brevi, per andare a sostituire l’attuale capo Milan Lučanský, che ha preso le redini del corpo in via transitoria a inizio giugno, dopo le dimissioni forzate di Tibor Gašpar sull’onda delle proteste popolari.

Il potere di nominare il capo della polizia rimane al ministro degli Interni, come già avviene ora, ma la designazione potrà essere fatta soltanto a seguito di un concorso pubblico. I candidati passeranno l’esame di un collegio giudicante di sette membri, e faranno un passaggio in commissione parlamentare Difesa e sicurezza, che farà le sue raccomandazioni al ministro sul nome favorito. Il nuovo capo della polizia sarà dunque scelto con l’accordo di tre organismi diversi.

Dopo i rilievi emersi nella discussione con l’opposizione, il progetto di legge include ora anche la possibilità per il ministro degli Interni di licenziare il capo della polizia per gravi motivi, atto che può avvenire dopo una delibera in tal senso della commissione parlamentare Difesa e sicurezza, con il voto favorevole dei tre quinti dei membri.

Dopo la riunione di gabinetto, il ministro Sakova ha detto di credere che ora il disegno di legge, che «è una soluzione di compromesso», abbia vita più facile, avendo ricevuto l’approvazione all’unanimità sia dal Consiglio di coalizione che da tutti i ministri dell’esecutivo. Si è detta comunque disponibile ad ascoltare i suggerimenti che arriveranno dalla discussione parlamentare ed eventualmente inserirsi nel testo legislativo. La selezione per il nuovo comandante delle forze dell’ordine dovrà svolgersi nella prima metà del 2019, ha poi detto Sakova, che non ha escluso la possibilità che vi partecipi anche il capo attuale ad interim Milan Lučanský.

Critiche arrivano dall’opposizione su un aspetto particolare della proposta legislativa. Come sottolinea il capogruppo di SaS Lubomir Galko, membro della commissione parlamentare Difesa e sicurezza, non va bene che per raccomandare il nome per la nomina basti la maggioranza semplice dei membri, mentre per licenziarlo serve almeno il 60% dei voti. È chiaro, dice Galko, che il decreto è studiato per far sì che «l’attuale coalizione possa nominarlo in tutta tranquillità, mentre l’opposizione non ha i numeri per destituirlo».

(La Redazione)

Foto David Š@Foursquare

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