Riprende venerdì la serie di proteste ‘Per una Slovacchia decente’

Il comitato organizzatore dell’iniziativa “Per una Slovacchia dignitosa” (Za slušné Slovensko), che è stata la forza trainante delle proteste di massa dopo l’omicidio del giornalista Jan Kuciak, che alla fine ha portato alle dimissioni del primo ministro Robert Fico a marzo, dopo aver portato in piazza decine di migliaia di slovacchi la scorsa primavera, ha annunciato ulteriori manifestazioni per questo venerdì in tre città: Bratislava, Košice e Banská Bystrica.

Le ragioni di queste nuove proteste, come ricordate sulla pagina Facebook dell’evento, stanno nel fatto che i cittadini della Slovacchia ancora non conoscono il nome di chi ha ucciso il giornalista Ján Kuciak e la sua fidanzata, sette mesi dopo il loro brutale omicidio, e nemmeno il nome dei mandanti. Sono anche «sei mesi dalla nomina di Peter Pellegrini» a primo ministro, con un esecutivo che ha promesso soluzioni. «Il governo dovrebbe fare tutto il possibile perché la gente possa ancora una volta riprendere fiducia allo Stato, contare nell’indipendenza della polizia, della magistratura e dei processi, e credere nello stato di diritto», si legge nel testo. «Invece, vediamo un tentativo di prendere il controllo della Corte costituzionale, che è spesso l’ultima barriera all’arbitrarietà dei politici in Parlamento. Stiamo assistendo all’incapacità di adottare una buona legge sulla polizia, che tolga alla politica il diritto di nominare il capo della polizia e al ministero degli Interni il controllo delle ispezioni interne al corpo di polizia». Gli iniziatori delle manifestazioni considerano la nomina di Denisa Saková a ministro dell’Interno «una beffa per tutte le persone oneste», perché il partito Smer non dovrebbe «avere il controllo politico sul ministero». Finchè sarà così, «non avremo mai nessuna indagine sulla connivenza e corruzione dei politici». È poi stato un atto di «assoluta arroganza del potere la nomina di Tibor Gašpar come consigliere del ministro, che ha ottenuto un’altra funzione pubblica dopo che questo signore ha portato decine di migliaia di persone nelle strade».

Il manifesto degli organizzatori continua citando altri casi di scandali recenti, come il rapimento del cittadino vietnamita da parte di un «regime comunista» che avrebbe ricevuto la collaborazione del governo slovacco, anzi di quel ministero dove Saková era al tempo sottosegretario, o come i casi dei sussidi ombrosi nell’agricoltura, concessi in modo arbitrario e a danno degli agricoltori sani che lavorano sodo. «Le richieste di decine di migliaia di persone non sono state ancora considerate, […] mentre i politici al governo continuano a dire che tutto va bene e la situazione nel paese si è “normalizzata”». Ma noi, si conclude il messaggio, «non staremo zitti» e vogliamo ancora «che la Slovacchia diventi un paese giusto ed equo».

Alle manifestazioni si aggiungeranno altre iniziative di protesta di ricercatori, studenti, agricoltori, artisti, insegnanti e ONG insoddisfatti di come stanno le cose.

L’appuntamento è per venerdì 28 settembre alle ore 19. A Bratislava il ritrovo è sulla iconica piazza Námestie SNP, da dove si marcerà verso il Parlamento La studentessa Karolina Farska del comitato organizzatore di “Per una Slovacchia dignitosa” ha invitato chi parteciperà a portare candele, torce e telefoni cellulari. «Vogliamo dimostrare che la luce sconfigge sempre l’oscurità», ha detto.

(La Redazione)

Foto Peter Tkac cc by sa
La protesta del 2 marzo 2018 a Bratislava

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