L’ex ministro Žitňanská se ne va anche dal partito Most-Hid

Dopo aver lasciato nel marzo scorso le redini del dicastero della Giustizia, ancora prima che Robert Fico decidesse che era giunto il momento di abbandonare la presidenza del consiglio sull’onda delle proteste popolari, Lucia Žitňanská, più volte ministro (nel decennio scorso e all’inizio di questo per SDKU-DS, poi negli ultimi due anni per Most-Hid) ha deciso di uscire definitivamente anche dal partito moderato di amicizia slovacco-ungherese in cui era entrata nel 2014 arrivando subito ai vertici, delusa dai mancati progressi del paese riguardo alle ragioni che hanno scatenato le proteste sei mesi fa.

Già spirito critico e pungolo all’interno del governo, Žitňanská aveva mostrato tutta la sua insofferenza nei giorni di crisi della primavera scorsa, quando la gran parte della classe politica sembrava non riuscire a dare risposte chiare alla gente che manifestava per le strade. Soprattutto, non nascondeva la sua irritazione nei confronti del partito Smer-SD e dell’ex premier Robert Fico, e lasciò allora la poltrona «convinta di non poter più rappresentare né questo né il nuovo governo». Coerentemente, in un lungo processo autocritico, la politica si era anche dimessa due mesi dopo da vicepresidente di Most-Hid.

E ora lascia anche il partito, rimanendo in Parlamento come deputato indipendente. Purtroppo, ha detto giovedì annunciando la sua decisione, Žitňanská, anche dopo sei mesi del governo di Peter Pellegrini non è stato ancora risolto nessuno dei problemi che turbano la Slovacchia. L’ex ministra ha citato, tra le questioni più calde per lei, ma anche per tutta la società civile, l’indagine dell’omicidio di Jan Kuciak, la fiducia della gente nella polizia e nel ministero dell’Interno, l’indipendenza dell’ufficio per gli affari interni della polizia e la necessità di occuparsi definitivamente degli scandali legati alle proprietà delle terre agricole. In nessuno di questi campo si sono visti in questi mesi progressi abbastanza tangibili da ridurre le preoccupazioni della società, condivise anche da lei stessa, ha detto.

Po odchode z funkcie ministerky spravodlivosti a po vyslovení dôvery vláde Petra Pelegriniho som verejne vyhlásila, že…

Uverejnil používateľ Lucia Žitňanská Štvrtok 20. september 2018

Anzi, lei percepisce un impegno per mantenere le cose come sono, e minimizzare i problemi. «Parlo del rientro di Tibor Gaspar (ex presidente del corpo di polizia) e Robert Krajmer (ex capo dell’anticorruzione della NAKA) al Ministero dell’Interno, dichiarazioni evasive e fuorvianti dalla leadership del Ministero dell’Interno sulle indagini sul rapimento di un cittadino vietnamita, attacchi verbali contro i media e la inequivocabile deviazione dall’orientamento filo-europeo e filo-atlantico, in particolare da parte di uno dei partiti della coalizione» di governo, ha scritto su un social network Žitňanská.

Dopo la partenza della deputata dal partito, il leader di Most-Hid Bela Bugar ha detto non è certo un fatto piacevole, ma ce lo si poteva aspettare. Già qualche segnale in questo senso era arrivato la scorsa settimana, ha detto Bugar, quando Žitňanská, che non aveva votato alcune misure della coalizione anche se dimettendosi da ministro aveva dichiarato di essere pronta a votare per i provvedimenti che rispettavano il programma di governo, che anche lei aveva firmato.

(Red)

Foto eu2016.sk CC0

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