Il futuro dell’intelligenza artificiale si decide in Cina

Sapete dove è in corso, questa settimana, il più importante appuntamento mondiale per l’intelligenza artificiale? Non nella Silicon valley come potreste pensare, ma a Shanghai, in quella Cina che ha deciso di puntare con decisione sulle tecnologie del futuro.

Fino a pochi anni fa, il mondo occidentale considerava la Cina come la meta ideale per delocalizzare la produzione a basso costo, non certo un terreno fertile per l’innovazione. Ma era evidente, considerando le dimensioni e l’ambizione del paese, che Pechino non si sarebbe accontentata in eterno di un ruolo di secondo piano. Il gigante cinese si è svegliato da tempo, per citare Napoleone. Da qualche mese la Cina è diventata la prima potenza mondiale in termini di pubblicazioni scientifiche. In ritardo sulle tecnologie del ventesimo secolo, ha scelto di fare quello che gli anglofoni chiamano leap-frogging, un “salto della rana”, e concentrarsi sulle tecnologie del ventunesimo secolo.

Da questa svolta nasce l’interesse cinese per l’intelligenza artificiale, senza dubbio un settore chiave per la trasformazione del nostro mondo e che ha già un ruolo sempre più importante in ambiti come l’economia, la difesa e la vita in città.

Pechino, oltre ad averlo capito, possiede una carta vincente: l’intelligenza artificiale, infatti, ha un enorme bisogno di dati per essere efficace, un po’ come l’industria del novecento aveva bisogno del petrolio. La Cina, con i suoi 800 milioni di internauti e senza alcuna politica di protezione della privacy, ha accesso a una quantità di dati personali superiore a quella complessiva degli Stati Uniti e dell’Europa.

Oggi i cinesi possono contare su questo tesoro di dati, su aziende capaci di elaborarli e su finanziamenti pubblici e privati illimitati, oltre a una volontà politica al vertice dello stato iper-centralizzato. Tutti i giganti mondiali del settore hanno accettato di partecipare alla Conferenza mondiale sull’intelligenza artificiale, in corso dal 17 settembre, ed è significativo che i dirigenti delle grandi aziende e gli esperti di quaranta paesi abbiano deciso di visitare la Cina proprio mentre infuria la guerra commerciale con gli Stati Uniti. La tecnologia, tra l’altro, è al centro della tensione sino-americana che si fa sempre più intensa.

[…continua]

Continua a leggere su Internazionale.it

Articoli più letti

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.