L’intelligence SIS: il radicale musulmano slovacco identificato dall’unità antiterrorismo

Sul caso di un musulmano radicale slovacco arrestato in Repubblica Ceca lo scorso anno, e di cui è stata diffusa notizia solo la scorsa settimana, è arrivata oggi una dichiarazione del Servizio di intelligente slovacco (SIS) dopo giorni di silenzio. Ricordando, per l’appunto, che non è sua consuetudine fare commenti pubblici sulle sue attività di intelligence, la nota del SIS, da prendersi come una eccezione, spiega che riguardo alla persona oggi detenuta gli agenti slovacchi hanno accertato comportamenti ad alto rischio e la radicalizzazione religiosa. Una scoperta fatta nell’ambito della regolare attività dell’unità per la lotta al terrorismo e alla diffusione dell’estremismo, che è stata poi condivisa con servizi di intelligence internazionali.

La polizia ceca ha catturato la settimana scorsa tale Dominik K., cittadino slovacco convertito all’Islam che si faceva chiamare con il suo nome arabo Abdul Rahman. Nella sua abitazione, in Repubblica Ceca, sono stati trovati materiali come sostanze chimiche e manuali utili a produrre una bomba. L’uomo, che è accusato della pianificazione di un attacco terroristico, e che pubblicava sui social network immagini con scritte come “L’Islam dominerà il mondo”, ora nega tutto dicendo di avere acquistato i prodotti chimici per creare fuochi d’artificio casalinghi per festeggiare il Capodanno, una festa che però i musulmani rigettano come pratica da infedeli.

L’imputato, che si è trasferito a Praga alcuni anni fa, è originario di Šarišské Michaľany, nella regione di Prešov, ha 25 anni, si è convertito nel 2015 ed è musulmano praticante. Cresciuto in una famiglia cattolica, che ora il sito del tabloid Čas.sk descrive come totalmente sotto shock, nessuno riesce a comprendere cosa possa avere tanto cambiato il giovane. I vicini dicono fosse tra i migliori alunni della locale scuola elementare. Prima della conversione frequentava la chiesa, e faceva pure il chierichetto. Poi il cambiamento. Forse, ipotizza il giornale, potrebbe averlo sconvolto la morte di uno dei due fratelli, scomparso improvvisamente per malattia due anni fa.

Nelle foto che pubblicava lui stesso su Facebook, Dominik K. appare in abiti militari e con il dito indice alzato della mano destra, un segno di saluto in uso tra i combattenti dell’organizzazione terroristica Stato Islamico. In caso di condanna, l’uomo rischia una pena detentiva tra 5 e 15 anni.

(Red)


Foto facebook

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