Effetto Brexit, Londra perde la corona delle piazze finanziarie mondiali

Gli effetti della Brexit sull’economia inglese si fanno sentire. Nella fase di transizione verso la definitiva uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea (stabilita per marzo 2019), la Borsa di Londra perde il suo scettrodi principale piazza della finanza mondiale, secondo la 24esima edizione dell’Indice Global Financial Centres (Gfci 24), che a marzo e settembre di ogni anno pubblica una classifica dei 100 grandi centri finanziari in tutto il mondo.

La sorpresa della nuova classifica è il sorpasso di New York su Londra. Nel rapporto precedente la City era la prima piazza finanziaria mondiale. Mentre oggi è stata scavalcata da New York, con un rating di 788 punti rispetto ai 786 della concorrente inglese. Seguono Hong Kong (783 – a soli 3 punti da Londra), Singapore (769) e Shanghai (766) nella top 5 delle migliori piazze finanziarie. Nella classifica Milano è al 56esimo posto, con un guadagno di cinque posizioni rispetto al precedente indice.

Al netto della Brexit, Londra si conferma comunque la prima destinazione per fare business nella top 15 delle aree mondiali più competitive.

Ma, a pesare sul secondo posto della City è soprattutto il fatto che gli investitori cominciano a essere molto preoccupati per i rischi legati all’instabilità e alle incertezze che conseguiranno dalla Brexit. Anche per effetto delle decisioni britanniche nell’Europa occidentale, Zurigo, Francoforte, Amsterdam e Vienna stanno guadagnando terreno. Inoltre avanzano le piazze asiatiche, otto delle quali risultano tra i primi quindici centri destinati a diventare molto importanti nel prossimo futuro.

Il Gfci è la più autorevole classifica per misurare la competitività delle piazze finanziarie ed è quindi un punto di riferimento prezioso per gli investitori di tutto il mondo. L’indicatore si basa su misure quantitative di dati raccolti con l’aiuto di enti mondiali quali la Banca Mondiale, l’Economist Intelligence Unit, l’Ocse e le Nazioni unite. Gli elementi considerati nella valutazione complessiva di ogni centro sono essenzialmente tre: connettività (la capacità di essere connesso ad altri centri), specializzazione (misurata su investimenti, banche, assicurazioni all’interno del centro) e diversità.

Il primo di questi indici è stato pubblicato nel 2007 dalla compagnia di analisi finanziaria Z/Yen con sede a Londra. Dal 2016 il China Development Institute (Cdi) di Shenzhen collabora con Z/Yen per stilare la classifica del Gfci, fornendo così anche i dati sui maggiori mercati azionari asiatici.

(Andrea Pitozzi, Wired.it cc by nc nd)

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