Commissione parlamentare Finanze si occuperà delle frodi doganali

Il polverone che ha investito nei giorni scorsi il capo del fisco slovacco Frantisek Imrecze, che secondo molti è da chiamarsi responsabile delle frodi doganali denunciate dall’autorità europea OLAF  per 300 milioni di euro, è stato convocato a una seduta della commissione parlamentare per le Finanze e il Bilancio che si terrà mercoledì prossimo, dove dovrà spiegare ai parlamentari la cronistoria dei fatti. Dovrà anche illustrare nel dettaglio i risultati dell’indagine dell’Ufficio europeo antifrode sulle importazioni di tessili e calzature dalla Cina che alle dogane slovacche sono passate per valori molto inferiori al reale, provocando una truffa sui dazi in ingresso. Ad annunciarlo è stato ieri il ministro delle Finanze Peter Kazimir (Smer-SD) a margine della riunione del consiglio dei ministri. Kazimir ha anche garantito ai giornalisti che dopo l’audizione alla commissione parlamentare farà pubblicamente un commento sulla questione, sulla quale i partiti di opposizione stanno attaccando sia la dirigenza dell’Amministrazione finanziaria (FS) che il ministero delle Finanze.

L’altro ieri Imrecze aveva detto di aver chiesto un incontro a un alto rappresentante dell’OLAF per armonizzare le metologie di calcolo della perdita di dazi tra l’OLAF e il fisco slovacco. Il fisco slovacco infatti contesta le cifre dei tributi evasi. E aveva rassicurato di non avere ricevuto alcuna notizia dalla Commissione europea sull’eventuale richiesta di rimborso da parte della Slovacchia dei dazi non riscossi, il 75% dei quali deve essere incassato dalle autorità europee. Allo stesso modo, ad oggi non c’è alcuna procedura avviata contro la Slovacchia.

Il ministero sottolinea che la relazione dell’OLAF è datata alla fine del 2017, e che simili rapporti sono stati inviati ad altri paesi in cui si sono individuate potenziali perdite di dazi doganali (una cosa che riguarda anche Malta, Spagna, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Ungheria e Grecia). In ogni caso, dice il ministero, le conclusioni dell’OLAF devono essere poi confermate o meno dalla Commissione europea prima che venga avviata una azione contro la Slovacchia.

L’OLAF, ha detto Imrecze, il cui nome era tra i candidati all’eventuale sostituzione del ministro delle Finanze, ha deciso un nuovo metodo di calcolo tra il 2014 e il 2015 per stabilire il valore in dogana delle merci ad alto rischio, come sono considerati i tessili e le calzature provenenti dall’Asia – in particolare dalla Cina. Il metodo ha portato a un calcolo dei dazi che non sono stati raccolti dagli Stati membri UE nei due anni precedenti, quando la metodologia non era in vigore. E a determinare il mancato introito della Slovacchia di 300 milioni per le importazioni nel 2010, cosa questa che è contestata dall’Amministrazione finanziaria.

(Red)

Articoli più letti

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.