La Corte costituzionale respinge reclamo di Marián Kočner

Ieri un senato della Corte costituzionale composto da tre giudici ha rigettato, nel corso di una seduta a porte chiuse, il ricorso di Marián Kočner alla sentenza di primo grado, dichiarandolo infondato. L’imputato, che è in carcere dalla fine di giugno con l’accusa di falsificazione di titoli cambiari, si era visto respingere dalla Corte Suprema il 22 agosto il suo appello contro la sentenza di primo grado. La corte aveva confermato le ragioni della sua detenzione, che rimangono valide tutt’ora. In precedenza, il 3 agosto un giudice della Corte penale specializzata (STS) a Banská Bystrica aveva ricusato la sua richiesta per il rilascio agli arresti domiciliari.

Marián Kočner, spregiudicato e chiacchierato imprenditore con aderenze politiche di alto livello, e per questo fino a ieri considerato intoccabile, è sotto processo in custodia per contraffazione di cambiali per l’importo di 42 milioni di euro. A denunciarlo sono stati gli avvocati di TV Markiza che risulta garante delle cambiali, che portano la firma di Pavol Rusko, ex coproprietario e direttore generale del canale televisivo privato. Secondo il giudice le cambiali, che portano la data dell’anno 2000, sono state verosimilmente firmate tempo dopo, quando Rusko, ex ministro dell’Economia oggi ai domiciliari con l’accusa di aver ordinato l’omicidio della sua ex socia in affari, non aveva più niente a che fare con Markiza.

(Red)

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