OLAF: in Slovacchia frodi per 300 milioni di euro in dazi non pagati

Nel corso di una indagine l’Ufficio europeo antifrode (OLAF) ha scoperto frodi di dazi doganali per 2,2 miliardi di euro complessivi. Di questi, beni per circa 300 milioni di euro di dazi evasi sono passati attraverso le dogane slovacche a valori molto inferiori a quelli reali, pagando le tariffe doganali su valori tenuti artificiosamente bassi. Secondo gli esperti non è possibile che i funzionari doganali, e anche qualcuno a livello più alto, non abbiano capito che le fatture erano sottostimate. Dato che gli stati nazionali trattengono solo un quarto del valore dei dazi, mentre il 75% viene girato al bilancio dell’UE, Bruxelles potrebbe pretendere dalla Slovacchia il pagamento del maltolto. Nel corso di una conferenza stampa tenuta lunedì presso l’Amministrazione finanziaria (FS) slovacca, che comprende anche le autorità doganali, il presidente di FS František Imrecze ha affermato che al momento la Slovacchia non è stata invitata dalla Commissione europea a pagare tale somma, contestando il contenuto di un articolo apparso sul quotidiano Dennik N.

FS non è tuttavia d’accordo con le modalità con le quali OLAF ha individuato la somma mancante, e considera la cifra menzionata del tutto ingiustificata. Imrecze dice che è in corso una discussione con l’autorità antifrode, che però non avrebbe fornito dettagli su valore e tipologia delle merci importate in Slovacchia dalla Cina. Si sa comunque che le frodi riguardano in particolare gli anni 2013 e 2014. A quel tempo l’autorità fiscale e doganale FS era guidata dall’attuale capo František Imrecze, e il vice era Dana Meager, attuale vice ministro delle Finanze. Ministro era, ed è ancora, Peter Kažimír (Smer-SD). Tutti negano qualsiasi illecito. Il nome di Imrecze è tra quelli di chi potrebbe sostituire Kažimír se questi passasse alla Banca centrale europea (BCE).

La Commissione europea al momento ha fatto sapere, rispondendo a una domanda del quotidiano Dennik N, che non ci sono procedure aperte contro la Slovacchia per questo caso, e l’importo non è ancora stato confermato da Bruxelles.

OLAF avrebbe scoperto che grosse frodi nei settori tessile e calzaturiero, scrive Tasr, sono state realizzate da una banda ben organizzata sulla rotta marittima dalla Cina attraverso il porto tedesco di Amburgo, da dove i container venivano indirizzati verso altri paesi dell’Unione europea: Regno Unito, Slovacchia, Repubblica Ceca, Francia e Malta. Nelle operazioni con il Regno Unito sono state rilevate frodi che hanno portato a ben 1,9 miliardi di euro di dazi doganali non versati.

(Red)

Foto YvonneH @pixabay

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