Slovenia, l’estrema destra costituisce una milizia armata

Sabato 1° settembre, circa cinquanta uomini con il viso coperto, armati di asce e fucili, si sono ritrovati nei pressi di Pohorje, vicino a Maribor, per quello che sembrerebbe un giuramento solenne. A capo di questo gruppo vi è l’ex candidato alle presidenziali slovene Andrej Sisko. Il video del giuramento si è diffuso velocemente e molti politici, tra cui il presidente Borut Pahor e il primo ministro Miro Cerar, sono intervenuti denunciando l’accaduto e richiedendo l’intervento delle forze di polizia.

I militanti

Il gruppo si fa chiamare “la Guardia di Stajerska”, evidenziando il proprio presunto potere di difesa dell’omonima regione indipendentista slovena. La guardia sarebbe composta, secondo quanto affermato dal leader del gruppo, da “parecchie centinaia di volontari” – ma l’esperto di sicurezza nazionale Iztok Prezeli ha affermato che si tratterebbe di una vera e propria milizia, a giudicare da caratteri distintivi come la bandiera, l’uniforme e l’emblema posto sulla maglietta.

La formazione di tale unità sarebbe stata concepita con lo scopo di mantenere l’ordine nella regione e Sisko, pur avendo ammesso che le armi impugnate dai volontari non sono state registrate presso le autorità slovene, ha dichiarato che non vi è alcuna infrazione della legge. Il presidente Pahor, invece, ha voluto sottolineare che “la Slovenia è un paese sicuro nel quale nessuna persona non autorizzata ha bisogno (né le è permesso) […] di interessarsi illegalmente per la sicurezza del paese e dei suoi confini”.

Le indagini delle autorità

La polizia ha immediatamente avviato le indagini e nel corso di una conferenza stampa Robert Munda, il capo della polizia criminale di Maribor, ha dichiarato che alcuni uomini potrebbero essere stati tratti in inganno a partecipare e ha richiesto la loro collaborazione nello svolgimento delle indagini. Intanto, giovedì 6 settembre due uomini sono stati arrestati dalle forze dell’ordine e uno dei due parrebbe essere Sisko.

Sisko è conosciuto principalmente per essere alla guida del partito di estrema destra Slovenia Unita, che alle presidenziali del 2017 ha ottenuto soltanto il 2,2% (raggiungendo appena lo 0,6% alle parlamentari dello scorso giugno). Dopo aver fondato l’organizzazione anti-comunista slovena, successivamente giudicata illegale, nel 1992 Sisko fu accusato di tentato omicidio e venne condannato a ventidue mesi di carcere. In seguito ai fatti di sabato scorso, inoltre, Sisko è sospettato di istigazione all’odio, alla violenza e all’intolleranza – nonché di traffico di armi e di crimini contro l’umanità, contro la sovranità statale e contro l’ordine costituzionale democratico sloveno.

(Amedeo Amoretti, Eastjournal.net cc by nc nd)

Fonte foto: video

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