Lucio Battisti a 20 anni dalla morte: le canzoni più belle e famose

Il 9 settembre 1998, se ne andava Lucio Battisti. Vent’anni fa, la notizia della morte del cantautore, nato a Poggio Bustone nel 1943, scuoteva il Paese. Il sito di Repubblica, riportò così l’annuncio della sua scomparsa, nelle prime ore della mattinata di quel giorno: «Lucio Battisti, 55 anni, smette di vivere alle 8 del mattino di un 9 settembre. Il cappellano del San Paolo gli ha dato l’estrema unzione da qualche ora, racconterà di un viso scavato e di occhi che non cercavano più nulla».

Negli anni a seguire, oltre al mito assoluto verso Battisti e i suoi celebri brani, sono nati alcuni contenziosi proprio legati ai successi dell’artista, resi disponibili -per volontà della vedova- solo per cd e vinili. Niente pubblicità, colonne sonore e, soprattutto, streaming sul web. Ma, sembra che in queste ultime settimane, sarebbe arrivata una decisione da parte del Tribunale di Milano, come riportato dall’Ansa, che «si è affidato a un esperto, l’avvocato Gaetano Maria Giovanni Presti affidandogli “tutti i poteri di legge volti alla miglior liquidazione della società (Le edizioni Acqua Azzurra, di cui sono soci tutti i soggetti citati sopra), nessuno escluso, che eserciterà nella sua piena discrezionalità e responsabilità senza necessità di autorizzazione alcuna dei soci, compresa la possibilità di concedere licenze di sfruttamento economico delle opere anche online».

Per omaggiare Lucio Battisti, a vent’anni dalla sua morte, vi riportiamo alcune delle frasi o dichiarazioni più celebri legate al cantautore.

Partiamo da Vasco Rossi che disse: «La prima volta che mi sono davvero sentito un cantante è stato quando, con un microfono in mano e una chitarra davanti, ho strimpellato l’intero repertorio di Lucio Battisti. Lui è la musica leggera, in Italia».

Parole di stima anche da Renato Zero che sottolineò il valore e l’importanza dei brani e dei suoi dischi: «Quando Lucio Battisti usciva con un suo album faceva a tutti noi un grosso favore. Perché i suoi erano dei capolavori, quindi tu, con il tuo prodotto, dovevi cercare di non essere troppo scarso. Lucio lo ha fatto per anni. Poi ha prodotto dischi più raffinati e un po’ meno accessibili, ma è giusto che un artista cresca, anche perché con lui cresce il pubblico. Quando alla gente dai solo cazzate, non puoi imputare al pubblico di comprare solo cazzate. Un pubblico educato recepisce anche prodotti un po’ più complessi. Magari non subito, ma basta dargli tempo».

Persino David Bowie sottolineò il valore e la potenza della musica di Battisti: «Della musica leggera italiana mi piace tutto quello che ha fatto Lucio Battisti».

 


Lucio Battisti, Le canzoni più famose e le frasi più celebri

A vent’anni dalla sua morte, Lucio Battisti rimane ancora immortale, eterno, padre di grandi successi della musica. Non possiamo condividervi streaming per motivi che vi abbiamo già raccontato ma vi suggeriamo dieci canzoni da recuperare assolutamente, esempi di un fulgida carriera artistica che rimarrà eterna nel tempo.

01. Un’avventura. L’amore di due ragazzi che non si limiterà ad un flirt ma che sarà per sempre, eterno. Promesse di un sentimento che non vuole avere una fine. (“Tu sei mia | fino a quando gli occhi miei | avran luce per guardare gli occhi tuoi. | Innamorato! | Sempre di più, in fondo all’anima | per sempre tu, | perché non è una promessa | ma è quel che sarà | domani e sempre, | sempre vivrà!”).

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02. Fiori rosa, fiori di pesco. (“Solo | credevo di volare e non volo, | credevo che l’azzurro di due occhi per me, | fosse sempre cielo, non è… | fosse sempre cielo, non è… | posso stringerti le mani? | Come sono fredde tu tremi, | no, non sto sbagliando mi ami, | dimmi che è vero”).

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03. Il tempo di morire. E’ l’amore di un ragazzo verso una donna che è già impegnata con un altro. Lui, però, non si arrende, la desidera, le chiede solo una notte insieme per convincerla che lui potrebbe, in realtà, essere quello giusto. (“Mi basta il tempo di morire | fra le tue braccia così. | Domani puoi dimenticare, domani… | ma adesso dimmi di sì”).

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04. Emozioni. E’ uno dei pezzi più celebri della sua discografia. Potente, commovente, intenso ed emozionante. (“Domandarsi perché quando cade la | tristezza | in fondo al cuore | come la neve non fa rumore”).

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05. Acqua azzurra, acqua chiara. Fu un tormentone dell’estate 1969 e vinse anche il Festivalbar. (“Sono le quattro e mezza ormai | non ho voglia di dormir, | a quest’ora, cosa vuoi, | mi va bene pure lei. | Ma da quando ci sei tu | tutto questo non c’è più”).

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06. Dieci ragazze. Viene cantato l’amore non ricambiato del protagonista che, per dimenticare e smettere di soffrire, potrebbe distrarsi con altre donne. Una alternativa che, però, non gli impedisce di smettere di patire per l’amore vero. (“Vorrei sapere chi ha detto | che non vivo più senza te. | Matto! | Quello è proprio matto perché | forse non sa | che posso averne una per il giorno, | una per la sera… | però quel matto mi conosce | perché ha detto una cosa vera”).

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07. Pensieri e parole. Il brano è “il confronto tra due innamorati in un momento cruciale della loro relazione” (“Che ne sai di un ragazzo che ti amava, | che parlava e niente sapeva | eppur quel che diceva, chissà perché chissà, | sì tu lo sai, | adesso è verità.”).

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08. I giardini di marzo. Canzone scritta da Mogol che racconta degli anni della’infanzia nel dopoguerra, tra povertà e difficoltà familiari ed esistenziali. (“L’universo trova spazio dentro me, | ma il coraggio di vivere, quello, ancora non c’è.”).

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09. Il mio canto libero. Pezzo che vede la firma di Mogol che racconta la fine del suo matrimonio e l’inizio di una nuova frequentazione (“In un mondo che | prigioniero è, | respiriamo liberi | io e te. | E la verità | si offre nuda a noi | e limpida è l’immagine | ormai”).

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10. Una donna per amico. Il testo del pezzo, scritto da Mogol, è dedicato a un’amica dell’autore di nome Adriana. (“Aver paura d’innamorarsi troppo, | non disarmarsi per non sciupare tutto, | non dire niente per non tradir la mente, | è un leggero dolore che però io non so più sopportare”).

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(Alberto Graziola, Blogo.it cc by nc nd)

Foto Archivio Rai CC0

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