Slovenské Elektrarne: assicurati i finanziamenti per finire la centrale di Mochovce

Branislav Strýček, direttore generale Slovenské Elektrarne (SE), ha affermato in audizione presso il Parlamento, che il produttore di energia elettrica, di cui lo Stato ha un terzo del capitale, ha assicurato il progetto di completamento del terzo e quarto blocco della centrale nucleare di Mochovce (EMO34) con finanziamenti che ne permetteranno la conclusione. La scorsa settimana SE ha siglato contratti per un prestito di 700 milioni di euro dalla società slovacca Power Holding, controllata dall’italiana Enel e dalla ceca Eph, oltre a prorogare le scadenze dei finanziamenti bancari fino al 2025.

Il 23 agosto SE ha completato con successo il test idroelettrico a freddo del terzo blocco, iniziato a metà luglio, dimostrando così la tenuta dei sistemi e delle attrezzature dell’impianto. Al momento SE sta preparando il blocco nucleare per i test a caldo, che saranno lanciati il 21 novembre.

Quanto alle date di fine lavori, Strýček ha affermato che per il terzo blocco è una scadenza realistica il secondo trimestre 2019, e un anno dopo saranno finiti i lavori al quarto blocco, confermando le ultime previsioni dopo anni di ritardi e proroghe.

Il raddoppio della centrale nucleare di Mochovce, iniziato nel 2008, sarebbe dovuto essere concluso originariamente entro il 2012, per una spesa di 2,8 miliardi di euro. Numerosi ritardi hanno portato a spostare la scadenza di sette anni, aumentando gradualmente il conto finale a 5,4 miliardi. Una volta messi in funzione, i due blocchi EMO 3 e 4, entrambi da 471 MW di potenza nominale, dovrebbero riuscire a coprire il 13% del fabbisogno di elettricità in Slovacchia. I primi due blocchi (EMO 1 e 2), che producono quasi 7 gigawattora di elettricità, sono in funzione dalla fine degli anni ’90.

Diversi rappresentanti dell’opposizione criticano il progetto. Deputati di opposizione del partito Libertà e Solidarietà (SaS), membri della commissione per l’Economia, non credono ai piani ufficiali di Slovenské Elektrarne, che il governo ha approvato, e affermano che in realtà il terzo reattore sarà acceso soltanto nell’aprile 2020, un anno dopo la scadenza della primavera 2019 come dice l’azienda elettrica. Questo significa, hanno detto, che c’è il rischio che il budget attuale di 5,4 miliardi possa non essere quello finale. Budget che, ricordano, è per un terzo a carico dello Stato, e dunque dei cittadini: con quei soldi – 1,8 miliardi di euro – i cittadini slovacchi potrebbero avere elettricità gratis per due anni interi, sottolineano.

Quanto alle critiche di un altro partito, Progresivne Slovensko, sul fatto che lo stato attuale di EMO34 differisce molto dal progetto iniziale e che sarebbe il caso di chiedere un audit all’impianto prima della sua attivazione all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), soprattutto dopo che si è scoperto che ci hanno lavorato saldatori con falsi certificati o la consegna di un sistema che non è stato controllato da nessuno, l’Autorità di supervisione nucleare UJD risponde che è suo compito fare in modo che la centrale non abbia difetti che potrebbero portare a un incidente nucleare. Pur rimproverando a Enel, ex socio maggioritario di SE, di non aver spinto maggiormente sulla necessaria cooperazione tra i singoli fornitori, fatto che ha portato ai ritardi nei lavori, UJD ha sottolineato che SE ha invitato l’Associazione mondiale degli operatori nucleari (WANO) a svolgere un audit presso EMO34 che ha già avuto luogo, e di cui si attente una relazione. Una nuova missione di WANO è prevista prima dell’avvio del terzo blocco.

Sulla questione è intervenuto il ministro dell’Economia Peter Ziga (Smer-SD), che gestisce la partecipazione azionaria dello Stato in SE e che non vede ragioni per mettere in discussione il lavoro dell’Autorità nucleare. La qualificazione di UJD, ha detto, è regolarmente confermata da istituzioni internazionali, e non c’è ragione di dubitare della sua capacità nel supervisionare tutte le installazioni nucleari e la gestione delle scorie nucleari in Slovacchia.

(Red)

Foto: da video seas.sk

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1 Commento

  1. i fornitori erano molto difficili da controllare perché imposti a ENEL e quindi a slovenske elektrarne.

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