“La primavera è arrivata” di Ludvík Vaculík è in libreria

La primavera è arrivata” di Ludvík Vaculík
dalla Primavera di Praga alla caduta del regime in 15 puntate letterarie

Per commemorare la Primavera di Praga, lo scrittore e giornalista ceco Ludvík Vaculík (1926-2015) decide nel 1968 di dedicare alla stagione primaverile reale e a quella metaforica dalla valenza politica un breve testo in prosa (fejeton) che sarebbe stato scritto in maniera sistematica a partire dal 1975, ogni anno, quasi sempre nel mese di marzo.

Questi testi con la loro particolare struttura hanno permesso all’autore di esprimere i suoi pensieri in modo acuto, ironico, a tratti divertente o adirato, intrecciando le osservazioni sul risveglio della natura con gli avvenimenti politici, culturali e personali allora attuali, nonché con i ricordi dell’infanzia vissuta negli anni democratici della Prima Repubblica, in uno splendido e coloratissimo collage letterario dal forte impatto emotivo.

L’idea di raccogliere i fejetony dal titolo “La primavera è arrivata” scritti dal 1975 fino al 1989 in un unico volume e di tradurli in italiano nasce grazie alla collaborazione di Stefania Mella, docente a contratto di letteratura ceca presso l’Università di Udine, che si occupa della produzione letteraria samizdat all’interno del dissenso culturale cecoslovacco degli anni Settanta e Ottanta, con la nostra collaboratrice e scrittrice Michaela Šebőková Vannini.

Con l’ocassione del cinquantesimo anniversario della Primavera di Praga la casa editrice Forme Libere di Trento ha corraggiosamente raccolto questa audace proposta, intuendo di portare sul mercato italiano qualcosa di nuovo e di particolare. I testi di Vaculík tutt’oggi colpiscono per la loro attualità, per la profonda conoscenza dell’essere umano e per l’amore della libertà.

Il libro “La primavera è arrivata” porta ai lettori italiani quindici fejetony primaverili: il 1968 fa da preambolo introduttivo a quella catena di testi letterari che si originerà a partire dal decennio successivo, seguono poi quelli degli anni 1975 – 1989, ad eccezione del 1980 che non è mai stato pubblicato e forse non è stato nemmeno scritto. C’è anche una novità assoluta: per la prima volta appare in stampa il finora inedito 1979, ritrovato da Stefania Mella nell’archivio dei Libri Proibiti a Praga, un dattiloscritto battuto su carta gialla, con le correzioni fatte a mano (nella foto sopra la prima pagina, sotto l’ultima).

La ricca prefazione a cura di Stefania Mella offre un approfondimento sulla vita letteraria di Ludvík Vaculík, sulla produzione letteraria samizdat e sul genere del fejeton, tutto inserito nel contesto socio-politico degli anni di normalizzazione della Cecoslovacchia socialista. Ai lettori consigliamo vivamente di affrontare la prefazione prima di iniziare con i testi stessi, perché rappresenta un’importante e validissima chiave di lettura di quest’opera e dello stesso autore, tutt’altro che scontato, ordinario o prevedibile.

Il pubblico bilingue sicuramente apprezzerà i testi originali a fronte, una caratteristica della nuova collana IL CONTRARIO (FORME LIBERE EDIZIONI), di cui “La primavera è arrivata” di Vaculík è il primo volume. Infatti la nuova collana si è prefissata di pubblicare i testi tradotti in italiano degli autori meno famosi o delle opere meno conosciute degli autori rinomati, riportando sempre il testo originale a fronte. Attendiamo le prossime uscite, speriamo di vederci presto anche qualche autore slovacco.

Il volume “La primavera è arrivata” sarà esposto al Festivaletteratura di Mantova  (05-09/09/2018) – insieme ad altri 200 titoli scelti – nella Tenda dei Libri dedicata quest’anno alla città di Praga e le prime copie del libro saranno disponibili presso la Libreria del Festival.

Nelle puntate precedenti 16:00

(La Redazione)


 

Riportiamo dalla prefazione:

Stefania Mella: “Ludvík Vaculík e i suoi fejetony primaverili: un mondo sommerso”

I fejetony di Vaculík rappresentano nella letteratura ceca un fenomeno straordinario. Non dubito che colui che in futuro scriverà la vera storia dei nostri giorni potrà tranquillamente ignorare la maggior parte di quei miliardi di pagine stampate, ma queste tre pagine mensili di testo battute su fogli di carta gialla non le ignorerà di certo.I.Klíma, Vaculík je tady

[…] Parlando dei fejetony di Vaculík, Václav Havel ha apprezzato „la lingua inconfondibilmente vaculíkiana, la sua dizione, la sua melodia, i suoi concetti particolari oppure la sua particolare estrapolazione di vari concetti dai loro legami abituali“ e ha concluso questa sua riflessione affermando quanto segue: „Mi inchino con ammirazione davanti a chiunque provi a tradurre in un’altra lingua i fejetony di Vaculík e condivido con lui l’amarezza che indubbiamente sente e che deriva dal fatto che ciò che rappresenta il marchio di autenticità di Vaculík è in sostanza intraducibile.“

Si è deciso, nella traduzione di fejetony inseriti in questo volume, non solo di mantenere tutte le espressioni dialettali usate dall’autore (che saranno evidenziate in corsivo), ma anche di conservare il più possibile lo stile dell’autore per non snaturalizzare il carattere vaculíkiano che trasuda dalla produzione e che di fatto risulta essere la sua peculiarità. Tale scelta va senza dubbio a colpire e a sorprendere il lettore, lo costringe a rileggere i passaggi e gli inusuali abbinamenti lessicali per cercare quel significato nascosto nelle profondità delle anche più innocue espressioni di Vaculík. […]

Due righe sulle traduttrici

Stefania Mella: tra i suoi saggi critici ricordiamo Le polemiche dei senza potere: la revisione del ruolo del dissidente all’interno di Charta 77 e Charta 77: grido di libertà degli intellettuali cecoslovacchi e gravicentro della letteratura di dissenso.

Michaela Šebőková Vannini: esordisce in Italia nel 2013 con il romanzo Dal diario di una piccola comunista (Besa Editrice, Nardò). Seguono la traduzione dal ceco del libro di fiabe di Josef Čapek I racconti sul cagnolino e la gattina (Poldi libri, Granze, 2014) e il libro di grammatica italiana per autodidatti Nová Taliančina pre samoukov (EastoneBooks, Bratislava, 2016).

Prossimamente per i lettori di BuongiornoSlovacchia: qualche piccolo assaggio dei fejetony.

 

Foto: BS, M.Šebőková,
©festivaletteratura

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