Sindacati: a fine anno le 350.000 firme per il referendum su età pensionabile

I sindacati slovacchi hanno raggiunto in pochi mesi 135.000 firme per una petizione avviata a metà luglio dal sindacato OZ KOVO, che raggruppa lavoratori dei settori industria pesante, metalmeccanica, metallurgia e altre branche, e che è stata appoggiata da altre sigle sindacali di diversi settori. La petizione ha lo scopo di indire un referendum sull’introduzione dei limiti di età pensionabile, tema sul quale i deputati di Smer-SD hanno presentato nei mesi scorsi una proposta legislativa che giace in Parlamento, e sulla quale i socialdemocratici stanno cercando di far convergere, oltre ai deputati dei due altri partiti di maggioranza SNS e Most-Hid, anche i parlamentari dell’opposizione.

I sindacati, soddisfatti di come è andata finora, ritengono di poter raccogliere fino alla fine dell’anno le 350.000 adesioni necessarie per poter chiedere il referendum, che vorrebbero fosse indetto per la stessa data delle elezioni presidenziali, nella prossima primavera.

Il referendum intende affrontare la questione dell’inclusione dei limiti di età pensionabile a 64 anni nella Costituzione slovacca, riducendola a 63,5 anni per le donne con un figlio, 63 anni per le donne con due figli e 62,5 per le donne con tre o più figli. Il fatto è, si sottolinea nel testo della petizione, che con il sistema attualmente in vigore «i trentenni di oggi andrebbero in pensione a 68 anni». Senza dire che le donne nate dopo il 1962 sono svantaggiate, poiché «la loro pensione non terrà conto del numero di bambini che hanno cresciuto». Come si ricorda nel testo, l’età pensionabile nella Repubblica Ceca e in Polonia è stata limitata a 67 anni.

Il capo del sindacato OZ KOVO, Emil Machyna, ha detto in una conferenza stampa che è giusto che le persone abbiano delle certezze su quando potranno andare in pensione, e a quali condizioni. I lavoratori in Slovacchia fanno molti straordinari e la produttività del lavoro sta crescendo, nota Machyna, e mentre la salute della gente è oggi molto peggiore di quella dell’Europa occidentale, in Slovacchia non è riconosciuto l’istituto del prepensionamento, come invece succede nei paesi della “vecchia Europa”.

Lo scorso anno i sindacati avevano raccolto 126.000 firme per una precedente petizione sui tetti di pensionamento, che fu consegnata al Parlamento e sulla quale il partito governativo Smer-SD ha redatto una proposta di legge costituzionale che fissasse un limite massimo dell’età pensionabile a 64 anni. La legge è però ancora in prima lettura al Parlamento, e non è chiaro se avrà o meno il sostegno sufficiente (serve la maggioranza qualificata di 90 deputati) per essere approvata. Il passaggio del progetto di legge alla sua seconda lettura in Parlamento verrà votato nella sessione parlamentare che inizia l’11 settembre. Il ministro del Lavoro Jan Richter, per partito Smer-SD, ha commentato la notizia delle 135mila firme dicendo che è un segnale forte che i parlamentari dovrebbero prendere in forte considerazione.

Secondo il sistema di calcolo in vigore, nel 2019 si dovrebbe andare in pensione a 62 anni e 6 mesi, nel 2020 a 62 anni e 8 mesi, nel 2021 a 62 anni e 10 mesi. Nel 2022 l’età pensionabile dovrebbe attestarsi a 63 anni, e nel 2023 a 63 anni e 2 mesi.

(Red)

Foto MichaelGaida/CC0

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