Pellegrini, più finanziamenti alla scuola e aumenti ai docenti

Inizia un nuovo anno nelle scuole slovacche, ma i vecchi problemi rimangono, tra cui il sottofinanziamento per manutenzioni e attrezzature didattiche, le lamentele salariali degli insegnanti e dell’altro personale non docente, e la carenza di educatori un po’ in tutti i livelli di studio.

Il ministero dell’Istruzione sottolinea che a breve entrerà in funzione il Programma nazionale di educazione e formazione scolastica, che dovrà ridisegnare il futuro del sistema di istruzione in Slovacchia. Alcune delle misure dovrebbero essere implementate già durante questo anno scolastico, tra cui un miglioramento delle condizioni per la duplice educazione (l’alternativa scuola-lavoro), posticipando la scadenza per la firma di accordi tra studenti e aziende, che dalla fine di agosto dovrebbe essere spostata a metà settembre.

Il ministero ha inoltre posto tra le priorità di questo anno il finanziamento di progetti di sviluppo che possano migliorare le condizioni per le persone con disabilità, e l’adozione di una nuova legge sull’insegnamento e sul personale specializzato, votato a creare condizioni e un ambiente di lavoro migliori per il personale della scuola.

Nel frattempo, gli istituti scolastici trovano sempre più difficile reperire il personale docente: come ricorda Rtvs, secondo il sito di offerte di lavoro Profesia.sk le scuole slovacche hanno pubblicato circa 3.000 offerte di lavoro quest’anno, ma alla fine di agosto restavano da riempire ancora oltre 500 posizioni, complici i salari non certo competitivi per questo tipo di professione.

ŠKOLY OPÄŤ OTVORILI SVOJE BRÁNY Prázdniny sa skončili, základné a stredné školy na Slovensku opäť otvorili svoje brány….

Uverejnil používateľ Peter Pellegrini Pondelok 3. september 2018

Intervenendo alla riapertura di una scuola in un villaggio nella regione di Bratislava, il primo ministro Peter Pellegrini ha invitato i sindaci di città e villaggi a non aspettare lo Stato, cui del resto fa capo solo una parte del sistema scolastico, mentre la gran parte è a carico di comuni e regioni, ma a darsi da fare per garantire il diritto all’istruzione e la sua efficacia. Pellegrini ha fatto l’esempio di Slovensky Grob, località a breve distanza da Bratislava che negli ultimi anni ha aumentato di molto la popolazione: il sindaco ha giustamente adottato misure per la creazione di nuove strutture scolastiche per far fronte all’aumento del numero di bambini. Il premier ha garantito il sostegno del governo nel fornire risorse ai comuni che vogliono ampliare le proprie scuole materne ed elementari, spingendo soprattutto sul fatto che i genitori dovrebbero mandare almeno per un anno i propri figli alla scuola materna, così da prepararli meglio alla vita scolastica futura. Il premier ha inoltre accennato alla proposta del proprio partito Smer-SD di fornire pasti gratuiti per gli alunni, una idea che però ha sollevato diversi distinguo e critiche dell’opposizione.

Dal canto suo, il ministro dell’Istruzione Martina Lubyová (SNS) ha detto, inaugurando l’anno scolastico a Topolcany (regione di Nitra), che agli insegnanti saranno dati salari più alti e migliori condizioni di lavoro e che la professione di insegnante sarà resa più attraente. Sulla stessa linea d’onda anche Pellegrini, secondo il quale a breve sarà redatto il piano di aumenti salariali e delle misure per attrarre più docenti nelle scuole slovacche. Quanto agli stipendi, almeno quelli di maggiore anzianità hanno raggiunto valori «di buon livello», ma sono ancora troppo bassi a Bratislava, dove è molto difficile trovare personale docente, in particolare maschile, e per i giovani insegnanti che iniziano la professione. Dal gennaio 2019 i salari degli insegnanti aumenteranno del 10%, ha detto il primo ministro, e di un altro 10% un anno dopo.

Giornata di inaugurazione anche per il presidente Kiska, che ha scelto una scuola di lingue straniere di Kosice, considerata tra le migliori in Slovacchia. Il capo dello Stato ha sottolineato la necessità che l’istruzione sia una priorità in Slovacchia, e si può cominciare dando di nuovo il rispetto dovuto alla professione di insegnante. «L’unico modo per vedere progressi nel nostro paese», ha detto Kiska, è dare ai nostri ragazzi «una istruzione eccellente». E invece, ha detto, siamo indietro nei test a livello internazionale (PISA) e la riforma dell’istruzione si fa ancora attendere.

(Red)

Foto airunique/CC0

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