Anche la Slovacchia ha la sua Maria Goretti

Anna Kolesárová beatificata a Košice con la partecipazione di 30.000 fedeli

È stata beatificata sabato a Košice, nel corso di tre giorni di manifestazione, la slovacca Anna Kolesárová, giovane ragazza di un villaggio della Slovacchia orientale uccisa nel 1944 per essersi ribellata allo stupro ad opera di un soldato sovietico durante la seconda guerra mondiale.

La storia della giovane martire, raccolta dal locale parroco del villaggio di Vysoka nad Uhom (regione di Košice), documentanto le diverse testimonianze oculari che sono servite, dopo tanto tempo, all’apertura del processo di beatificazione. Dopo una procedura lunga e piena di ostacoli, iniziata nel 2004, la tragica vicenda ha trovato una sua conclusione positiva il 1° settembre 2018, 74 anni dopo i fatti, quando il cardinale Angelo Becciu, prefetto della Congregazione per le cause dei santi del Vaticano, ha decretato Anna beata davanti a circa 30mila persone per conto di Papa Francesco.

Anna era già da diversi anni divenuta un simbolo per i giovani cattolici slovacchi, che incessantemente dagli anni ’90 hanno tenuto viva la sua memoria come esempio di fedeltà a Dio e ai valori più importanti della fede. Come ha ricordato l’arcivescovo metropolita di Košice, mons. Bernard Bober, la vicenda di Anna Kolesárová era pressocché sconosciuta prima della caduta del comunismo, nel 1989, per il divieto imposto dalle autorità del regime a tutte le manifestazioni di carattere religioso. Fu colpita e uccisa a 16 anni, ha ricordato il prelato, «mentre cercava di preservare la sua castità e dignità».

Il primo pellegrinaggio organizzato dalla diocesi di Košice, ricorda Vatican News, che parla della nuova beata come della Maria Goretti slovacca, risale al 1999, e da allora non si contano i “pellegrinaggi della gioia” dei giovani alla casa natale e alla sua tomba per ricordare la profonda fede di “Anka”, con la quale ebbe in dono il coraggio di dire “no”. Un coraggio di cui, ha detto il cardinal Becciu nell’omelia, andrebbe seguito l’esempio, arrivando puri fino al matrimonio.

Mons. Becciu ha detto che «la Beata Anna aveva trovato un tesoro e per acquistarlo vendette tutto quello che aveva: la propria vita – il bene più prezioso che possiamo avere nella vita è la nostra relazione con Dio». Il prefetto vaticano ha invitato i giovani, slovacchi e non, a prendere esempio dalla Beata Anna: «sforzatevi di vivere con gioia ogni giorno il Vangelo, sia nelle situazioni facili come in quelle difficili. La Beata Anna ci insegna che vale la pena sacrificare tutto per il Signore, senza mai scendere a compromessi con la propria coscienza».

(Red)

 

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Foto 1-2-3 FB/AnkaKolesarovaMucenickaCistoty
Foto 4-5 FB/tkkbs

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