E ci risiamo: l’UE vuole abolire l’ora legale

Tra il 4 luglio e il 16 agosto la Commissione europea ha proposto un sondaggio sull’ora legale al quale hanno partecipato circa 4,6 milioni di cittadini, facendo pendere la bilancia verso il malcontento. In attesa dei risultati ufficiali è trapelato che circa l’80% dei partecipanti si è detto scontento della convenzione secondo cui, da marzo a ottobre di ogni anno, le lancette dell’orologio vengano spostate un’ora in avanti.

Il tema, per quanto possa sembrare periferico, ricopre invece un’importanza fondamentale soprattutto per i paesi dell’Europa del Nord i quali, uniti e a gran voce, hanno chiesto all’Unione di fare ricorso solo all’ora solare durante tutto l’anno. A febbraio del 2018 il Parlamento europeo aveva respinto tale richiesta, riproponendosi però di scandagliare a fondo l’umore degli europei. Da qui la decisione del sondaggio che, peraltro, è risultato quello a cui ha aderito il maggior numero di persone.

Ancora non è possibile dire quando ma, in un futuro molto prossimo, il Parlamento europeo dovrà affrontare nuovamente la questione, stavolta però valutando i risultati del sondaggio nel loro insieme e non limitandosi ad ascoltare le lamentele del Settentrione continentale.

Il sito Euractiv ne dà quasi per certa l’abolizione.

A partire dalla sua adozione primigenia a inizio del Novecento, l’ora legale è stata più volte abolita e poi riproposta, peraltro non in modo uniforme e non in tutti i paesi. Accostata a un sensibile risparmio energetico, è spesso finita al centro del dibattito scientifico relativo alle ricadute che può avere sulla salute psico-fisica delle persone, senza però stabilire con certezza quanti e quali danni possa causare.

In Europa fa stato la direttiva 2000/84/Ce che armonizza l’entrata in vigore dell’ora legale (tra il 25 e il 31 marzo) e la relativa dismissione (tra il 25 e il 31 ottobre) ma altrove nel mondo, anche laddove adottata, le logiche sono meno standardizzate. In Russia l’ora legale è rimasta in vigore tutto l’anno dal 2011 al 2014, salvo poi essere abolita. In Africa è poco diffusa, così come nei paesi della fascia equatoriale.

(G. Mosca, Wired cc by nc nd)
Illustr. Geralt CC0

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