Ivan Korčok: deluso per le cose non fatte in Unione europea

Nel lasciare il suo incarico di vice ministro degli Affari esteri ed Europei, che si conclude il 31 agosto, Ivan Korčok in una intervista all’agenzia Sita ha fatto una summa di questi 3 anni, durante i quali egli si è occupato principalmente di questioni europee, rimarcando i molti passi positivi realizzati. Tra gli incarichi più importanti di questo triennio, egli è stato delegato plenipotenziario del governo per l’organizzazione del semestre di presidenza europeo della Slovacchia, nella seconda parte del 2016, e in questo ultimo anno ha ricoperto l’incarico di “quasi ministro” con grandi deleghe, mentre negli ultimi dodici mesi il ministro Miroslav Lajčák era spesso a New York come presidente della 72esima Assemblea generale dell’Onu.

Sono arrivato mentre era in corso la crisi greca, e quando la crisi migratoria era al suo culmine, ha detto Korčok, spiegando la difficoltà del momento. Egli sottolinea come la Brexit sia stato un duro colpo per l’esistenza dell’Unione europea, ma lui considera apprezzabile l’aver visto la creazione di una posizione europea comune degli stati membri rimanenti sulle modalità di approccio verso l’uscita del Regno Unito. Pur coscienti che l’addio di Londra alla UE sia una perdita enorme, «stiamo cercando di chiudere il problema il più presto possibile per poterci concentrare sul futuro», ha affermato il sottosegretario. Un peccato però, ammette Korčok, che il Summit di Bratislava convocato due anni fa dopo il referendum sulla Brexit, non abbia dato grandi risultati malgrado le aspettative che aveva suscitato. 

Le delusione maggiore, ha detto, riguarda l’euro e le questioni critiche sull’Unione europea: in questi anni egli si aspettava maggiori risultati sulla messa a punto di progetti come l’unione monetaria, il mercato unico interno e il futuro dell’area Schengen. Il suo momento più difficile, in 10 anni di esperienza nell’UE, è stata la crisi dell’euro e quandoAngela Merkel dichiarò che o si salva la valuta unica o l’intera l’Unione europea si sarebbe sgretolata.

Come ha deciso il governo nella sua prima riunione dopo la pausa estiva, Korčok prenderà le redini dell’Ambasciata slovacca a Washington. «Come ambasciatore slovacco negli Stati Uniti promuoverò i nostri interessi slovacchi ma promuoverò attivamente anche gli interessi dell’UE, poiché questo include anche la tutela degli interessi della Repubblica Slovacca». Alla fine del mandato, che durerà cinque anni, egli ha espresso il desiderio di ritornare in un’Europa che sia un giocatore più forte e più rispettato nel mondo.

Il 28 agosto in una cerimonia sobria presso il palazzo presidenziale, il capo dello Stato Andrej Kiska ha consegnato le credenziali di ambasciatore a Ivan Korčok. Egli, ha detto Kiska, ha «dato un aiuto fondamentale nella gestione della nostra presidenza dell’Unione europea, e ha condotto una battaglia implacabile con i populisti che negano i suoi valori. Lo considero un diplomatico eccezionale».

(Red)


Foto EU2016SK cc by

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