Domani l’anniversario della Rivolta partigiana slovacca, avvenuta 74 anni fa

Domani in Slovacchia si commemora il 74esimo anniversario dell’Insurrezione nazionale slovacca, la rivolta partigiana iniziata il 29 agosto 1944 che viene ricordato nella toponomastica slovacca con l’acronimo SNP in centinaia di strade, piazze e monumenti, come uno degli eventi più significativi nella storia recente del Paese.

Il 29 agosto del 1944 reparti dell’esercito ribelli al governo di Jozef Tiso si unirono a gruppi partigiani e a combattenti delle brigate internazionali per rovesciare il regime che guidava la Repubblica Slovacca, indipendente ma di fatto collaborazionista con la Germania nazista.

Alla fine dell’agosto del 1944 le autorità naziste ordinarono l’occupazione del paese dopo un’imboscata dei partigiani comunisti che uccise un gruppo di 30 delegati tedeschi. L’occupazione fu annunciata alla radio alle ore 19 del 29 agosto, e un’ora dopo il generale Ján Golian dette l’ordine alle unità ribelli di dare il via alla rivolta nazionale. La mattina dopo le prime unità entravano a Banská Bystrica e vi fondarono il quartier generale dei rivoltosi. Il mancato supporto dell’aviazione, che avrebbe dovuto sostenere dai cieli la conquista del territorio, favorì i tedeschi che ebbero facile vittoria contro le due divisioni pesanti dei ribelli dislocate a Prešov.

Malgrado questo, il 10 settembre gli insorti avevano comunque raggiunto il controllo di vaste aree della Slovacchia centrale e orientale. Il rinforzo atteso da parte dei sovietici si rivelò in forte ritardo, e i 40.000 soldati inviati da Berlino ebbero vittoria facile nel sedare la rivolta nelle successive settimane. Nel corso dei combattimenti si svolse una delle battaglie più sanguinose dell’intera guerra: l’invasione della Slovacchia da nord sul passo di Dukla, occupò le truppe per sette settimane, a partire dall’8 settembre, provocando 21.000 morti e 65.000 feriti, da entrambe le parti. Il 27 ottobre, due mesi dopo il suo inizio, l’insurrezione abbandonava Banska Bystrica davanti alla pressione dei tedeschi.

Il 28 ottobre fu annunciata la fine della resistenza armata, ma molti gruppi ribelli contrinuarono a battersi con azioni di guerriglia fino alla liberazione completa del paese, nel maggio 1945, mentre molti altri furono fatti prigionieri e deportati nel campo di concentramento di Mauthausen dove furono giustiziati.

Domani a Banska Bystrica, presso il museo-memoriale della SNP, e in diverse località del paese si svolgeranno cerimonie di commemorazione di questo anniversario, che è considerato uno spartiacque nella storia della Slovacchia.

(Red)

Foto: combattenti dell’SNP
nell’autunno 1944 (muzeumsnp.sk)

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