All’esame di NAKA un video che esalta lo Stato fascista

Gli investigatori dell’Agenzia nazionale anticrimine (NAKA) stanno esaminando un documentario sostenuto dal Partito popolare Nostra Slovacchia (ĽSNS) di estrema destra che parla della prima Repubblica Slovacca, quello Stato slovacco indipendente che fu instaurato tra il 1939 e il 1945, durante il periodo della seconda guerra mondiale. Sul video intitolato “Zavrhnuté Svedectvá” (Testimonianze rifiutate), definito “amatoriale”, NAKA ha avviato un procedimento penale.

Nel documentario, secondo le informazioni rilasciate dai media, si citano le testimonianze positive di persone che hanno vissuto in quel periodo storico, ma viene del tutto tralasciato il conto – e il racconto – delle vittime del regime totalitario allora assoggettato alla Germania nazista. Tra le altre cose, il governo dell’allora Repubblica slovacca approvò il cosiddetto “Codice ebraico“, la normativa antisemita che deprivava gli ebrei delle loro proprietà e dei diritti civili, permettendo in seguito le deportazioni di massa verso i campi di concentramento e sterminio che toccarono almeno 70.000 ebrei slovacchi.

La città di Poprad, dove a inizio agosto si doveva tenere la premiére del filmato, lo ha bloccato. Proprio dalla stazione di quella città partì il 25 marzo 1942 il primo convoglio di cittadini ebrei – un treno di sole donne – diretto verso nord al campo di Auschwitz-Birkenau. Delle circa mille donne deportate con quel primo carico umano soltanto una ventina riuscirono a sopravvivere.

La proiezione a Poprad, che in un primo momento aveva dato l’OK per poi rivedere la sua decisione, motivandola con il fatto che il contenuto del film è stato giudicato “fortemente politico e squilibrato”, sarebbe dovuta essere seguita da una discussione con gli autori e con il deputato ĽSNS Milan Mazurek. Peraltro, anche la data scelta per la proiezione, l’8 agosto, è fortemente sospetto di avere a che fare con la simbologia nazista (i due “otto” della data riportano alle lettere HH, ovvero Heil Hitler) comunemente usata dai movimenti neonazisti.

Tra gli autori del filmato, dice Pravda, c’è il capo di ĽSNS nel distretto di Kežmarok, Ján Pastuszek, e Dávid Pavlík che è assistente della deputata di ĽSNS Jana Nehézová. Ma nel video appare anche il controverso storico Martin Lacko, che proprio per le sue idee riguardo questa epoca della storia patria è stato rimosso dall’Istituto per la memoria nazionale e ora lavora come assistente di una parlamentare del partito ĽSNS. Nel film, in cui qualcuno dice testualmente «Sia lodato [l’ex presidente] Tiso che si è alleato a Hitler», gli intervistati definiscono la Rivolta nazionale slovacca (SNP) come “grande idiozia” o “omicidio” e un altro dice «grazie a Dio i tedeschi sono venuti a liberarli».

Il partito Nostra Slovacchia di Marian Kotleba non è certo nuovo ad accuse di esaltare la simbologia nazista, e di propaganda per glorificare il presidente Jozef Tiso e la sua repubblica che secondo molti storici fu uno stato fantoccio nelle mani del Terzo Reich tedesco. Citiamo qui solo alcuni esempi. Appena il mese scorso il leader di ĽSNS Kotleba è stato accusato da un procuratore della Procura speciale del reato di sostegno al nazismo, per aver consegnato, nel corso di un evento pubblico, donazioni a tre famiglie bisognose di assegni di 1.488 euro ciascuno (un numero dai chiari riferimenti nazisti), per di più nel giorno (14 marzo) della nascita dello Stato slovacco. Lo stesso Milan Mazurek, che era in lista per partecipare alla proiezione del video oggetto di questo articolo, era stato indagato per avere negato l’Olocausto sui social media, una imputazione poi lasciata cadere. Solo questa primavera, poi, il partito ha rinnovato il proprio logo, sostituendo la precedente croce, dalla forma vagamente somigliante a una svastica, usata dalla Guardia di Hlinka nel periodo della Slovacchia fascista della prima repubblica, con quella in uso anche nella bandiera della Slovacchia, sovrastante le tre catene montuose del paese (Tatra, Fatra, Matra).

Il partito LSNS rimuove dal suo logo i richiami al fascismo

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(La Redazione)

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Foto: il presidente slovacco Jozef Tiso con Hitler a Berlino nel 1941
Foto: Jozef Tiso nel 1940 con il ministro tedesco Von Ribbentrop
Foto: Marian Kotleba e la direzione del partito ĽSNS – FB.com/lsns

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