Salario minimo: parti sociali ancora distanti, premier d’accordo per 520 euro

Non c’è ancora alcun accordo tra le parti sociali sul salario minimo per il prossimo anno. Il ministero del Lavoro spinge per un aumento di 40 euro, per arrivare a 520 euro al mese dal gennaio 2019. Questa, se non si raggiunge un accordo, sarà la sua proposta al consiglio per essere approvata in autunno. Un somma che corrisponde a una crescita dell’8% su base annua e che si applicherà a circa 85 mila occupati in Slovacchia. Cifra che è ritenuta «adeguata» e «ragionevole» anche dal primo ministro Peter Pellegrini.

Gli incontri tra governo, sindacati e datori di lavoro riprenderanno a settembre, ma i due interlucutori del ministero sono fermi sulle loro posizioni. La confederazione dei sindacati KOZ chiede che il salario minimo di legge sia aumentato a 635 euro, una somma che rappresenta il 60% del salario medio stimato nel 2019 ma che le imprese ritengono fuori dal mondo. L’Unione repubblicana dei datori di lavoro (RUZ) ha proposto di fermarsi a 502 euro, accompagnando al provvedimento un nuovo meccanismo che regoli con degli automatismi annuali e sostenibili l’impostazione del salario minimo sulla base di certi indicatori che tengano conto del reale sviluppo dell’economia. Nel corso della discussione, il ministro del Lavoro Jan Richter ha negato la possibilità di stabilire livelli differenziati di minimo salariale su base regionale, tenendo conto delle forti differenze tra le regioni occidentali e quelle orientali, ma si dice disponibile a parlare di una differenziazione su base settoriale.

(Red)

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