Pellegrini rimanda il voto sul regolamento della nomina del capo della polizia

Prosegue l’aspro scontro tra coalizione ed opposizione sulla proposta di legge del ministro degli Interni Denisa Sakova (Smer-SD) per le modalità di elezione del presidente del Corpo di polizia che dovrà essere nominato nei prossimi mesi per andare a rimpiazzare l’ex capo delle autorità di contrasto Tibor Gaspar costretto alle dimissioni alla fine di maggio. Al momento il dipanrtimento di polizia è guidato da un presidente pro tempore, Milan Lucansky, in attesa che siano approvate in Parlamento le nuove norme.

A differenza di quanto previsto da tempo, il premier Pellegrini ha deciso nel consiglio dei ministri di ieri di togliere dalla discussione il provvedimento e lasciare che l’esame della proposta prosegua tra il ministero e gli esperti che hanno sollevato diverse obiezioni, in particolare sulla lunghezza del mandato del funzionario, che il ministro dell’interno vorrebbe bloccare per un periodo di sette anni – quasi due volte la durata di una legislatura. Pellegrini ha confermato che le nuove regole dovrebbero entrare in vigore a partire dal gennaio 2019, e solo allora si potrà procedere alla nomina di un presidente a pieno effetto.

L’emendamento alla legge sui corpi di polizia prevede che il presidente della polizia verrà ancora nominato dal ministro degli Interni, ma sulla base dei risultati di un procedimento di selezione e solo con l’approvazione del comitato parlamentare per la Difesa e sicurezza. Tre organi – ministro, commissione di selezione e comitato parlamentare – che dovranno necessariamente essere d’accordo su un nome. Tuttavia, chiunque sia nominato non potrà fare più di un mandato settennale.

Il ministro Sakova, pur difendendo la formulazione della proposta sulla durata del mandato (che, ha detto, veniva dal suo predecessore al ministero, Tomas Drucker), dice di essere pronta a discuterne ancora, ricordando di avere già accettato modifiche al testo, come la riduzione da 15 a 10 anni dell’anzianità dei candidati come funzionari nel corpo di polizia. E di avere aperto la nomina a un accordo collegiale, mentre oggi è il ministro a decidere in autonomia su chi sarà il prossimo capo della polizia.

Contraria alla durata di sette anni di mandato è buona parte dell’opposizione, che vede in questo atto un deliberato tentativo di controllare l’autorità di contrasto e sicurezza anche in caso di un cambio significativo della compagine di governo. Il deputato OLaNO Gabor Grendel, ad esempio, ha rigettato la proposta scrivendo a vari media che lui non la voterà mai in Palamento, e appellandosi al partito “junior” della coalizione al governo – i moderati di Most-Hid – a non accettare tale ricatto. Secondo Grendel, senza le opportune modifiche alle forze di sicurezza la Slovacchia rimarrà una “repubblica delle banane” che garantisce impunità alle persone che hanno i giusti contatti.

(La Redazione)

Foto minv.sk

Articoli più letti

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.