La Corte Suprema decide di tenere Marián Kočner dietro le sbarre

Marián Kočner, discusso uomo d’affari accusato di diversi reati fiscali, e attualmente in custodia per l’imputazione di contraffazione, alterazione e produzione non autorizzata di titoli cambiari, per un valore di quasi 70 milioni di euro insieme a ostruzione della giustizia, rimarrà ancora in carcere dopo la decisione della Corte Suprema, arrivata ieri, di respingere il suo ricorso alla sentenza di primo grado. La corte ritiene tutt’ora valide le ragioni per fu decisa alla fine di giugno la sua detenzione in attesa di giudizio.

All’inizio di agosto l’ufficio del Procuratore speciale (USP) aveva confermato che il giudice del procedimento preliminare della Corte penale specializzata (STS) di Banska Bystrica il 3 agosto ha respinto una richiesta di rilascio presentata dall’imputato, rifiutandosi di sostituire la custodia in galera con una qualsiasi altra forma alternativa di custodia, come ad esempio gli arresti domiciliari con cavigliera elettronica di cui gode il coimputato Pavol Rusko, ed direttore e socio di TV Markiza, oltre che ex ministro dell’Economia, che firmò i titoli, presumibilmente retrodatandoli all’anno 2000 e mettendo come garante il canale televisivo di cui Rusko era al tempo il rappresentante legale. Le ragioni per la detenzione domiciliare dell’ex ministro sono tuttavia altre: l’accusa di avere ordinato negli anni ’90 a un potente boss della malavita locale l’omicidio della sua ex socia Silvia Vazovova

Poche settimane la polizia ha sequestrato, mettendoli in sicurezza, beni immobiliari dell’imprenditore per diversi milioni di euro, in connessione con un altro caso in cui è coinvolto, la presunta frode fiscale in cui Kočner è accusato di aver chiesto rimborsi Iva non dovuti per otto milioni di euro dopo operazioni fittizie e speculative di trasferimento dei suoi hotel nella stazione sciistica di Donovaly.

(La Redazione)

Foto: frame video youtube

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