Sabato 1 settembre a Košice la beatificazione di Anna Kolesárová

L’1 settembre, a Košice sarà celebrata la beatificazione di Anna Kolesárová, giovane cattolica semplice e molto fedele uccisa sedicenne per difendere la sua purezza durante la seconda guerra mondiale. Quando le truppe sovietiche entrarono in Slovacchia (allora stato indipendente connivente con il Reich tedesco) da nord-est per liberarla dal giogo nazista, aiutate dal movimento partigiano, nel villaggio di Vysoká nad Uhom vicino al confine con l’Ucraina un soldato russo avvicinò la ragazza cercando di avere un rapporto sessuale. Lei rifiutò e si difese scatenando la rabbia del militare che la uccise. Era il 22 novembre 1944. Sei mesi dopo l’Armata Rossa entrava a Bratislava, liberando l’ultimo lembo del paese dalle forze di occupazione tedeschi.

Nel marzo di quest’anno Papa Francesco ha confermato che la morte della giovane avvenne “in defensum castitatis”, per custodire la propria verginità, caratteristica che la accomuna ad altre martiri in tenera età tra cui santa Maria Goretti. Il vice-postulatore della causa di beatificazione, Juraj Jurica, ha dichiarato che quella di Anna «È la storia di una ragazza che ha protetto la sua castità anche a costo della vita. Ha trovato la forza di dire ‘no’ al peccato come conseguenza della sua fede profonda. Ed è la prova che la misericordia di Dio è estremamente feconda nei cuori delle persone semplici, poiché le rende capaci di diventare martiri». Anna Kolesárová, ha detto l’arcivescovo di Košice Bernard Bober, «incarna il fedele laico che vive nella sua famiglia, riceve regolarmente i sacramenti, recita il rosario e si avvicina a Dio attraverso le buone opere. La sua eroica testimonianza, attinta da una vita spirituale sincera, è qualcosa a cui ogni cattolico e credente può ambire». La sua storia, ha proseguito, «offre un messaggio forte, ovviamente, per le nuove generazioni», ma «anche per tutte le persone di fede».

La storia
Nata il 14 luglio 1928, Anna Kolesárová divenne la “donna di casa” all’età di dieci anni, quando morì la madre, occupandosi della cura della casa e del resto della famiglia, ma non trascurando la messa ogni mattina in parrocchia. Durante una delle fasi più dure e cruente della guerra sul fronte orientale, nell’autunno 1944, Anna era nascosta in cantina con il padre e il fratello – come sempre quando c’era battaglia o bombardamenti nella zona. Un soldato ubriaco si mise a perquisire la casa, e li trovò. Allora il padre mandò Anna a preparargli da mangiare, pensando così di rendeselo amico, ma il russo cominciiò ad interessarsi alla ragazza, e dopo apprezzamenti sempre più pesanti voleva costringerla a un rapporto sessuale. Lei si divincolò, fuggendo in cantina, e lì il soldato la trovò e la uccise con due colpi di fucile automatico – al viso e al petto – davanti a padre e fratello. Le sue ultime parole furono “Addio padre! Gesù, Maria, Giuseppe!”.

Malgrado i pesanti combattimenti nella zona, la sera successiva la salma di Anna fu seppellita con una bara improvvisata, in segreto e senza la benedizione di un sacerdote. Solo una settimana dopo il parroco poté celebrare il funerale. Il sacerdote, Anton Lukáč, cercò di ricostruire i fatti, interrogando gli abitanti del villaggio e facendosi firmare dichiarazioni da cinque testimoni. Sul registro parrocchiale scrisse che la giovane era «morta per difendere la sua innocenza», e dunque martire. Negli anni successivi, tuttavia, il nuovo governo cecoslovacco socialista vietò a chiunque di menzionale il fatto, e di organizzare raduni sulla sua tomba. Negli anni ’50, durante l’epoca di dura repressione comunista contro gli ordini religiosi, il padre gesuita Michal Potocky raccolse segretamente tutti i documenti rilevanti e i resoconti delle testimonianze. Solo con la fine del regime, dopo il 1989, la sua tomba divenne meta di pellegrinaggio, soprattutto di giovani cattolici.

La beatificazione
La cerimonia di beatificazione si svolgerà sabato 1 settembre presso il Lokomotíva Košice Stadium, dove sono attese forse 30.000 persone, all’interno di un programma articolato di tre giorni che prevede diversi appuntamenti. La messa solenne di beatificazione è fissata per le ore 10, alla presenza, e verrà celebrata dal cardinale Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle cause dei Santi e legato pontificio. La Cattedrale di Santa Elisabetta a Košice ospiterà il 31 agosto una vigilia di preghiera, con una messa officiata dal vescovo ausiliario. Infine, domenica 2 settembre alle 10:30 in cattedrale si svolgerà una celebrazione eucaristica per la consegna delle reliquie della beata Anna Kolesárová. Celebrante sarà l’arcivescovo metropolita di Košice, mons. Bernard Bober, che alla fine della funzione dichiarerà l’anno preparatorio per il 400° anniversario del martirio dei Santi Martiri di Košice.

Infine, una messa solenne sarà celebrata dall’arcivescovo Bober il 30 settembre nel villaggio di Vysoká nad Uhom, nel corso della quale ci sarà la deposizione del reliquiario della beata Anna Kolesárová.

Molte altre informazioni sull’evento di beatificazione, e maggiori dettagli sulla vita della beata, si possono trovare in lingua italiana sul sito web dedicato https://annakolesarova.sk/it.

L’ultimo slovacco ad essere proclamato beato è stato, appena un anno fa, don Titus Zeman, morto per le conseguenze di 13 anni di prigionia e lavori forzati nelle carceri comuniste.

(La Redazione)


Foto: annakolesarova.sk

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