Ministero dell’Interno: il rientro alla chetichella dei poliziotti defenestrati

L’ex presidente del Corpo di polizia Tibor Gašpar, che il premier Peter Pellegrini (Smer-SD) fece licenziare sull’onda dell’indignazione popolare a seguito degli omicidi del giornalista Jan Kuciak e della fidanzata Martina Kusnirova, è stato assunto dall’inizio di agosto al ministero dell’Interno come consigliere ed «esperto nel campo della legislazione [sulla sicurezza nazionale] e delle comunità socialmente escluse», come ha confermato ai media il portavoce del ministero, secondo cui l’ex capo della polizia fornirà i suoi servizi anche al ministero dell’Interno della Repubblica Ceca.

A scatenare la rabbia della folla che si è riversata copiosa nelle strade slovacche per settimane la scorsa primavera non era solo il doppio omicidio, sulle cui indagini ancora incombe una fosca nuvola di incertezza, ma anche diverse altre questioni tra cui i rapporti poco chiari del funzionario con politici e uomini d’affari, che gettavano (e ancora gettano) ombre sull’indipendenza di Gašpar come alto rappresentante della sicurezza dello Stato. Malgrado le forti pressioni, l’ex capo della polizia aveva rifiutato di dimettersi per mesi, fino a quando è stato il nuovo primo ministro Pellegrini, nel tentativo di riportare la calma nel paese, a costringerlo a lasciare la poltrona alla fine maggio.

L’assunzione di Gašpar da parte del nuovo ministro dell’Interno Denisa Saková (Smer-SD), già braccio destro dell’ex ministro Robert Kalinak che aveva sempre difeso l’operato e la figura di Gašpar, ha sollevato critiche da parte dei partiti di opposizione, che considerano la sua figura e le sue azioni dannose per la società. L’operazione è un esempio della classica strategia del partito socialdemocratico Smer-SD, che si prende cura dei propri uomini facendone pagare il conto ai contribuenti, ha detto il deputato Gabor Grendel di OLaNO. Insomma, per chi è fedele dopo la defenestrazione arriva sempre il premio, con il ritorno dalla porta principale e con tutti gli onori. Peraltro, in un’intervista Gašpar ha detto di non escludere la possibilità di entrare in politica.

Non bastasse questo, tra pochi giorni, dall’inizio di settembre, anche l’ex capo dell’unità anticorruzione dell’Agenzia nazionale anticrimine NAKA, Robert Krajmer, dovrebbe lavorare per il ministero dell’Interno, secondo le informazioni riportate dal sito aktuality.sk, che dice di avere una fonte attendibile secondo cui Krajmer andrebbe a lavorare in un dipartimento che si occupa del settore dei trasporti. Ufficialmente il ministero ha negato, rispondendo alla domanda del sito, che Krajmer sarà un consigliere del ministro Sakova. Anche Krajmer è stato costretto a licenziarsi dalla NAKA dopo gli omicidi Kuciak e Kusnirova, finendo in un polverone mediatico per la sua presenza sulla scena del crimine malgrado non ci fossero ragioni per essere lì. Jan Kuciak aveva scritto in uno dei suoi articoli che la moglie di Krajmer faceva affari con gli imprenditori Zoroslav Kollar e Miroslav e Norbert Bodor, che avrebbero avuto una grande influenza sulla polizia.

(Red)

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