Commemorato il 50° dell’invasione sovietica. Pellegrini: una “storia drammatica”

In occasione del 50° anniversario dell’invasione della Cecoslovacchia, operazione guidata dai sovietici cui presero parte anche truppe di altri quattro paesi del blocco comunista, il ministero degli Esteri slovacco ha emesso una nota in cui definisce quell’evento un “atto di inaccettabile aggressione”. L’occupazione di uno stato sovrano i cui cittadini cercavano un cambiamento democratico ha avuto gravi conseguenze per la nostra società, dice il ministero, e ha sepolto per sempre gli ideali perseguiti dalla società in Cecoslovacchia. È positivo «che i leader più anziani della Federazione Russa si siano ripetutamente dissociati da questo atto, ma dobbiamo tuttavia rispondere in modo risoluto ai tentativi di alcuni circoli in Russia di sminuirne l’importanza e di rifiutare qualunque responsabilità storica. È impossibile riscrivere la storia», si legge nella nota. L’intervento militare di 50 anni fa «faceva parte della logica perversa della Guerra fredda, di cui non dobbiamo permettere il ritorno», come stato sovrano membro dell’Unione europea, della NATO e di altre organizzazioni internazionali. «Vogliamo costruire il nostro futuro su alleanze strategiche in cui i partner si rispettano e si fidano l’uno dell’altro», afferma il comunicato.

50. výročie 21. augusta 1968

Pred 50 rokmi, dňa 20. augusta 1968 okolo 23 hodiny, prekročili vojská Sovietskeho zväzu, Poľskej ľudovej republiky, Nemeckej demokratickej republiky, Maďarskej ľudovej republiky a Bulharskej ľudovej republiky štátne hranice Československej socialistickej republiky.

Uverejnil používateľ Ministerstvo zahraničných vecí a európskych záležitostí SR Utorok 21. august 2018

Sono diversi oggi gli eventi di commemorazione in tutta la Slovacchia e la Repubblica Ceca che ricordano gli eventi drammatici di 50 anni fa, e la televisione pubblica nazionale slovacca (anche quella ceca) trasmetterà un discorso del presidente slovacco Andrej Kiska. Il capo di Stato ceco Miloš Zeman ha invece rifiutato di farlo in questa occasione. Questa mattina l’intero consiglio dei ministri ha, tra l’altro, reso omaggio alla tomba di Alexander Dubcek.

Il primo ministro slovacco Peter Pellegrini (Smer-SD) ha detto oggi che gli eventi del mese di agosto 1968 in Slovacchia sono stati «la drammatica storia di speranza» di una piccola nazione che provò a opporsi alle regole della divisione geopolitica del mondo e di creare una società libera. In occasione delle commemorazioni dell’invasione del 21 agosto 1968, il premier ha affermato che si tratta di «uno di quegli eventi storici che si devono ricordare alle generazioni successive. Quei tragici eventi hanno toccato ogni famiglia». Ora la scommessa è provare a costruire un mondo  «in cui le nazioni possano scegliere liberamente il proprio futuro, senza minacce o sacrifici».

VÝSTAVA PRI PRÍLEŽITOSTI 50. VÝROČIA OBČIANSKEHO ODPORU PROTI OKUPÁCII Keď 21. augusta 1968 vstúpili vojská Varšavskej…

Uverejnil používateľ Peter Pellegrini Utorok 21. august 2018

L’Ufficio del Governo commemora gli eventi di 50 anni fa con una mostra di fotografie di Ladislav Bielik, il fotografo che riuscì a catturare l’atmosfera di quei giorni turbolenti e la resistenza civile contro l’occupazione in una serie di immagini straordinarie, come straordinaria è la storia di quella serie di scatti. «Cinquant’anni fa, in questo luogo si è svolto un dramma che ha segnato la vita di diverse generazioni: cinquant’anni fa la speranza di una vita migliore e più libera moriva in molte persone in questo luogo», afferma il primo ministro in un video pubblicato su un social network. Quelle immagini uniche di 50 anni «ci ricordano quei momenti in cui svaniva il sogno delle due nazioni di maggiore libertà», ha detto Pellegrini. Simbolo dell’intera serie di fotografie è lo scatto di un uomo che apre la camicia sul petto nudo di fronte a un carro armato, sfidando gli invasori, una fotografia che è tra le più conosciute del XX secolo ed è divenuta simbolo della resistenza spontanea dei cittadini slovacchi e cechi contro l’invasione delle truppe di Varsavia. La mostra, allestita sulla cancellata esterna del palazzo del governo in Namestie Slobody, rimarrà accessibile al pubblico fino alla fine di agosto.

Il presidente del Parlamento e leader del Partito nazionale slovacco (SNS) Andrej Danko ha detto oggi che ogni slovacco deve in modo chiaro e unanime condannare la tragica fine della Primavera di Praga e l’invasione del 21 agosto 1968. Danko ha invitato tutti a «trarre lezioni dalla storia, piuttosto che abusarne cercando di polarizzare le persone». È stato un periodo difficile, ed è triste vedere che alcune persone che sono state usate dal regime per la “normalizzazione” del paese «ora spesso fingono di essere i più grandi eroi di quel periodo», ha detto il capo del Parlamento.

Dátum 21. august 1968 patrí medzi zlomové v slovenských aj európskych dejinách. Okupácia Československa armádami piatich…

Uverejnil používateľ Ministerstvo zahraničných vecí a európskych záležitostí SR Utorok 21. august 2018

Il primo partito del paese, il socialdemocratico Smer-SD, ha pubblicato un post su un social network in cui dichiara che il 21 agosto 1968 è un giorno significativo che ha dimostrato che, anche nel tumulto degli eventi storici, ogni persona ha la libertà di decidere in accordo con la propria coscienza. Secondo il partito del premier, nel periodo di normalizzazione sono stati perseguitati centinaia di migliaia di slovacchi e in ogni famiglia c’è stato qualcuno che ha subito gli amari effetti di questi eventi nella propria vita professionale e personale per due decenni. «Non dimenticheremo mai le vittime innocenti dell’occupazione. La loro memoria è un promemoria per noi che la sovranità dello stato e la possibilità di decidere sul proprio paese non è scontata, ma è molto apprezzata».

Secondo il maggior partito di opposizione, Libertà e Solidarietà (SaS), il 21 agosto 1968 l’Unione Sovietica ha dimostrato al mondo che «non avrebbe tollerato alcun minimo di libertà e di democrazia tra i suoi vassalli», perché libertà e democrazia sono incompatibili con il concetto di uno stato totalitario. «Gli eventi di cinquant’anni fa sono indimenticabili e serviranno sempre come monito non solo per i nemici palesi di libertà e democrazia, ma anche per chi non capisce che una società libera e prospera non è possibile senza la libertà di parola, di creare movimenti politici, libere elezioni e proprietà privata dei mezzi di produzione». «Il socialismo è fallito, compreso quello dal ‘volto umano’» [di Alexander Dubcek]. Tutto ciò che resta è «costruire una società giusta e di successo economico, sostenuta sulle fondamenta di un vero e provato capitalismo, una democrazia liberale e l’appartenenza all’UE e alla NATO», dice il testo della dichiarazione.

(La Redazione)

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Foto
In alto: il governo rende omaggio alla tomba di Dubcek (Foto FB/PellegriniPeter)
Sotto: serie dalla mostra di Ladislav Bielik al palazzo del governo (FB/PellegriniPeter)

 

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