Forze armate: fuori i soldati che simpatizzano con i gruppi paramilitari

Il ministro della Difesa Peter Gajdos (SNS), che ha recentemente presentato una denuncia alla Procura generalecontro il gruppo paramilitare Slovenski branci (Reclute Slovacche), ha deciso di agire anche internamente, iniziando a fare piazza pulita dentro le Forze armate di tutti i militari che sostengono questa o altre organizzazioni simili, licenziandoli in tronco.

Non solo mentre sono in servizio, ma anche quando non lo sono, «la legge obbliga i soldati professionisti delle Forze armate slovacche ad agire in modo da non mettere in discussione il ruolo dell’esercito slovacco nella sua missione inequivocabile» di difesa del paese, ha affermato Gajdos. Secondo il ministro «in Slovacchia si stanno svolgendo attività che potrebbero essere utilizzate in modo non democratico a vantaggio di un singolo o di un piccolo gruppo di persone che agisce in contrasto con l’orientamento di politica estera della Slovacchia e i suoi interessi di sicurezza». Gajdos si dice preoccupato se soldati professionisti che hanno conoscenze dettagliate e delle capacità militari strategiche del paese prendano parte a tali attività non ufficiali, in cui, come nel caso degli Slovenski branci, si presenta pubblicamente con una gerarchia e addestramento di tipo militare e fa uso di attrezzature e armi militari.


Un addestramento delle Reclute slovacche (Slovenski branci)

Per di più, il ministro considera un problema molto serio il fatto che questa organizzazione, che condivide la sede in Slovacchia con la neonata organizzazione “europea” dei Lupi della notte, il noto gruppo di biker sostenitori di Putin, abbia ripetutamente messo in discussione pubblicamente i compiti e le funzioni degli organismi di sicurezza dello Stato nell’atto di proteggere gli interessi dello Stato. Con la loro attività, dice Gajdos, queste organizzazioni tentano di «sostituirsi al ruolo dello stato nel campo della difesa e della sicurezza».

Il primo ministro Peter Pellegrini (Smer-SD) plaude all’iniziativa del ministro, che «ha il mio pieno appoggio, [perché]non possiamo tollerare attività come queste in Slovacchia».

(Red)


Foto mod.gov.sk
Foto FB/slovenskibranci

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