Procura generale: solo la Germania può indagare su rapimento del vietnamita

La questione del cittadino vietnamita, richiedente asilo in Germania e rapito a Berlino un anno fa dai servizi segreti del Vietnam, che poi lo hanno riportato in patria grazie a un aereo governativo slovacco, continua a rimanere un tema caldo nelle news slovacche. Dopo i forti sospetti che arrivano dalla Germania su un possibile coinvolgimento del governo slovacco nel rapimento, il presidente Kiska martedì ha esortato le autorità slovacche ad aprire una indagine seria sul caso, perché è inaccettabile che siano «gli investigatori tedeschi a dirci cosa è successo qui da noi». Questo caso «ha già assunto le dimensioni di una vergogna internazionale, e potrebbe influenzare i rapporti tra Slovacchia e Germania», ha tuonato il capo della repubblica dopo che i maggiori organi di stampa tedeschi hanno riferito che le indagini porterebbero inequivocabilmente a sospettare delle autorità slovacche. La vittima ha lasciato lo spazio Schengen, ed è rientrata in Vietnam, grazie al governo slovacco che ha fornito un aereo alla delegazione vietnamita a seguito del ministro per la Sicurezza pubblica.

Anche l’ex ministro degli Interni Kalinak è intervenuto in questi giorni a dire che il nome del cittadino vietnamita rapito, l’imprenditore Trinh Xuan Thanh accusato in patria di frode fiscale per somme ingenti e condannato a due ergastoli, non era nelle liste dei passeggeri fornite dalla delegazione del Vietnam che era al seguito del ministro della Sicurezza pubblica To Lam, in visita ufficiale in Slovacchia.

Ieri la portavoce del partito Most-Hid, membro della coalizione di governo, ha affermato che se i sospetti di un coinvolgimento attivo della Slovacchia nel rapimento di un cittadino vietnamita fossero confermati, questo comporterebbe complicazioni molto gravi per il paese in termini di relazioni internazionali. È nostro interesse comune, ha proseguito, «che le autorità incaricate dell’applicazione della legge si mettano immediatamente al lavoro e collaborino con le autorità tedesche per indagare sul caso e scoprire se sono stati commessi illeciti, abusi o reati». Fino ad allora, ha ricordato la portavoce, anche i più alti funzionari dello stato dovrebbero rimanere in silenzio per evitare dichiarazioni dannose alla reputazione della Slovacchia.

Un altro partito di governo, il Partito nazionale slovacco (SNS), si è fatto sentire attraverso il vice presidente Anton Hrnko, capo della commissione parlamentare Difesa e sicurezza, che ha detto che l’idea di chiedere una sessione straordinaria della suddetta commissione per discutere del caso, ma solo se ci sono nuove scoperte da dibattere. Secondo Hrnko il modo in cui la Germania punta il dito contro il governo slovacco darebbe l’impressione che il paese intenda giustificarsi di qualcosa: del resto, i tedeschi «non hanno inserito il nome del vietnamita rapito nel sistema di informazione di Schengen». In ogni caso, ha ammesso il politico, «se qualcuno [in Slovacchia] fosse realmente coinvolto, sarebbe un fatto ingiurioso», che metterebbe in pericolo la reputazione dello stato.

Da registrare infine sul caso le dichiarazioni di ieri del Procuratore generale, che è stato chiamato in causa indirettamente da diverse parti (dal capo dello stato e dall’opposizione) e che per mezzo del portavoce ha fatto sapere che solo la magistratura tedesca ha competenza nell’avviare un procedimento penale in merito al caso di rapimento del cittadino vietnamita. «Gli organi giudiziari tedeschi non hanno fornito alcuna informazione ufficiale alle controparti slovacche sul corso o il risultato del procedimento condotto in Germania», e non esistono accordi internazioni che li obblighino in tal senso. Gli investigatori tedeschi hanno finora chiesto agli organi giudiziari slovacchi solo di fornire assistenza legale.

(La Redazione)


Foto pixabay/BS

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