Kiska: i Lupi della notte sono un pericolo per la Slovacchia

Ci sono due questioni che stanno mettendo dei dubbi all’estero sulla leadership politica in Slovacchia, e che potrebbero danneggiare l’immagine del paese. Il presidente Andrej Kiska ke ha citate entrambe il 31 luglio in un suo invito al governo perché agisca presto e in modo risoluto ed efficace per porre fine alle ambiguità. Qui trattiamo della prima questione, mentre della seconda diciamo in un articolo separato.

Uno degli argomenti che sta prendendo l’attenzione del paese in questi ultimi giorni, e che ha ottenuto una certa copertura mediatica anche all’estero, è la recente costituzione di una associazione di motociclisti che si rifà al club di biker russi ultra nazionalisti Lupi della notte, che ha aperto il mese scorso una propria sede “europea” in Slovacchia, primo caso in Europa e ovviamente dovuto al terreno fertile e la simpatia di una nutrita parte della popolazione per i sentimenti filorussi e un nazionalismo vagamente panslavo. I Noční vlci hanno aperto una base vicino al villaggio di Dolna Krupa, nella regione di Trnava, a nemmeno un’ora di macchina dalla capitale, occupando un ex campo militare.

Il presidente Kiska ha detto martedì di aver avuto una “seria discussione” con il presidente del Corpo di polizia Milan Lucansky e con i capi dei servizi segreti sulla questione Lupi della Notte, e anche sul rapimento di un vietnamita dalla Germania attraverso la Slovacchia, da dove è stato riportato in Vietnam contro la sua volontà. Kiska ha notato che diversi membri della gang di motociclisti sostenitori di Putin sono noti per aver combattuto insieme alle forze speciali russe in Crimea, una iniziativa per cui hanno ricevuto in Russia riconoscimenti dallo stato. Il nome del fondatore dei Lupi, Alexander Zaldostanov, detto il chirurgo, è nelle liste europee delle sanzioni alla Russia, e non può entrare sul territorio dell’UE. Kiska ha dunque ricordato che non si tratta di innocui appassionati di motociclette, ma di «uno strumento di un regime che è stato coinvolto nell’annessione di una parte dell’Ucraina contraria al diritto internazionale».

I Noční vlci  sono anche un rischio per la sicurezza della Slovacchia, ha sottolineato il capo dello Stato, che fatica ad accettare l’impotenza del capo della polizia che non può intervenire fino a che i Lupi non infrangono qualche legge. Secondo Kiska quella di «Aspettare una violazione della legge slovacca […] per poi prendere contromisure» è una «strategia di sicurezza inadeguata». Invece, il governo dovrebbe intervenire immediatamente, sostiene il presidente.

Dopo le proteste di diverse parti politiche per quello che ha tutti gli aspetti di una iniziativa di propaganda filorussa, che alcuni dicono essere parte della cosiddetta guerra ibrida in corso tra Mosca e l’Occidente, il primo ministro Peter Pellegrini (Smer-SD) rimane in silenzio. Come ha detto l’altro ieri, lui aspetterà un’indagine da parte della polizia e dell’ufficio del Procuratore generale prima di fare commenti sui Noční vlci. «Sono le forze dell’ordine e di sicurezza che devono decidere se i Lupi della notte rappresentano un rischio per la sicurezza del paese, e non il presidente Andrej Kiska», ha dichiarato con tono polemico l’ufficio stampa del governo.

Nel frattempo, i Lupi hanno anche ricevuto il sostegno di oltre un centinaio di manifestanti, soprattutto motociclisti e da diverse parti della Slovacchia, che si sono radunati davanti all’ambasciata della Russia a Bratislava, alcuni sventolando bandiere russe. Al raduno doveva essere presente anche l’imprenditore Jozef Hambálek, proprietario dell’area di Dolna Krupa dove ha sede la filiale slovacca dei Lupi, ma alla fine non si è presentato. Era invece presente l’ex primo ministro ed ex presidente del Movimento Cristiano Democratico (KDH) Jan Čarnogurský, noto avvocato e leader della Società slovacco-russa, una associazione che si occupa di relazioni culturali ed economiche con la Russia, rifacendosi alla “tradizionale rusofilia slovacca”, come si legge sul sito dell’organizzazione, e c’era pure il vice presidente del Partito comunista della Slovacchia Jalal Suleiman.

Gli edifici e gli spazi in cui i Lupi della notte sono asseragliati, con una recinzione difesa da filo spinato, sono condivisi con un’altra organizzazione di persone vicine alla Russia e dal grilletto facile, le Reclute slovacche – Slovenski Branci – che si allenano nei boschi all’addestramento militare e che contano su alcuni volontari che hanno combattuto tra le file dei separatisti filorussi del Donbass, nell’Ucraina orientale. Su questo gruppo l’ufficio del Procuratore generale aveva aperto un fascicolo con l’obiettivo di arrivare allo scioglimento, e al proposito il ministro della Difesa Peter Gajdoš (SNS) ha presentato al Procuratore generale una richiesta di verifica della reale attività del gruppo e la sua adesione alla legge vigente. Il ministro ha messo nel mirino sia l’organizzazione non profit Slovenski branci (Reclute slovacche) che l’associazione “Il futuro è la nostra patria” (Naša vlasť je budúcnosť). La Procura generale ha ammesso oggi 2 agosto di avere ricevuto la denuncia del ministro. Riferendosi alla presunta attività di “difesa della patria” cui si riferiscono le Reclute, Gajdoš ha ricordato che l’unico modo per servire e difendere la patria è «arruolarsi nelle Forze armate della Repubblica Slovacca». Non è possibile per un gruppo militare parallelo «alternarsi nell’attività costituzionale delle Forze armate» del paese, ha ribadito.

(La Redazione)

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.