La Slovacchia impone sede fiscale a Booking.com e altri servizi digitali

Con la legge approvata pochi mesi fa, le piattaforme digitali straniere come Airbnb o Booking.com, che mediano la compravendita online di servizi di trasporto, alloggio e altri in Slovacchia, sono obbligate da gennaio di quest’anno a registrare una sede in Slovacchia allo scopo di pagare nel paese le imposte sul reddito. Questa normativa, che vuole sancire il principio che le operazioni eseguite in Slovacchia devono essere tassate nello stato, ha reso la Slovacchia un paese pioniere nel tentativo di tassare società straniere dell’economia digitale.

Al momento però una sola società, il gruppo ceco TPF, si è registrato. L’autorità fiscale Finančná správa ha quindi iniziato a fare le registrazioni delle sedi fiscali “ex officio”, anche senza la volontà delle società straniere. Ha già registrato la svizzera Expedia Lodging Partner Services Sàrl, e sta registrando l’olandese Booking.com, la tedesca HRS, la ceca Previo e l’ungherese Szallas.hu.

Le società ovviamente stanno protestando contro l’iniziativa del fisco slovacco. La camera slovacca dei consulenti fiscali sostiene che senza un coordinamento della Slovacchia con altri paesi alla fine l’operazione comporterà una doppia tassazione e dunque una violazione dei trattati sulla doppia imposizione, che dovrebbero avere la priorità sulla legislazione nazionale. Questo significherà, dicono, cause legali e arbitrati con altri stati, dando vita a un contenzioso che può durare molti anni.

(Red)

Foto pixabay CC0

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