Il caldo che uccide

Sodankyla, una città nella Lapponia finlandese poco più a nord del circolo polare artico, ha una temperatura media annua appena superiore allo zero. Gli abitanti aspettano con ansia il breve periodo di luglio quando il clima è simile a quello estivo. Quest’anno sarebbero stati felici anche con molto meno. Il 18 luglio il termometro ha toccato i 32,1 gradi, ovvero 12 in più della media del mese e la temperatura più alta mai registrata da quando, nel 1908, è stata rilevata per la prima volta. Ma Sodankyla non è l’unico posto dove il caldo è diventato insopportabile.

Vicino ad Atene più di 90 persone sono morte a causa di incendi fuori controllo. In Svezia, un clima insolitamente caldo e secco ha scatenato terribili incendi nelle foreste. Nel Regno Unito il calore sembra ancora più intenso che nel 1976, una delle estati più calde mai registrate.

Circa 80mila ettari di foreste stanno bruciando in Siberia. Il Giappone ha classificato la sua attuale ondata di calore come un disastro naturale. Nella notte del 7 luglio la temperatura nel centro di Los Angeles non è scesa sotto i 26,1 gradi. Un valore che però impallidisce rispetto a Quriyat in Oman, dove alcuni giorni prima la temperatura minima dell’intera giornata è stata di 42,6 gradi.

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Foto gilaforest cc by sa

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