Monti Tatra, cala ancora la popolazione di camosci

Il censimento di primavera realizzato dai volontari del Parco nazionale dei Tatra (Tanap) ha mostrato che quest’anno la popolazione di camosci è diminuita, un fatto che non ha sorpreso i responsabili del parco, che si attendevano dati in calo, a causa degli eventi atmosferici di questo inverno associati ad un’alta mortalità. Nel rapporto Tanap si citano 61 camosci morti durante la passata stagione invernale, ma il conteggio potrebbe non essere quello definitivo perché diversi animali sfuggono alla vista degli umani e possono essere divenuti fonte di cibo per i grandi mammiferi dell’area.

Il censimento, realizzato su entrambi i versanti dei monti Tatra, quello slovacco a sud e quello polacco a nord, ha contato 989 camosci, 53 in meno rispetto al precedente censimento primaverile del 2017. I cuccioli appena nati, inclusi nel totale, sono 94. Nella parte polacca si son contati 298 camosci, tra cui 40 cuccioli. Il conteggio mostra un calo modesto, pari a circa il 5% della popolazione rispetto alla passata primavera, ma ogni singolo camoscio dei Tatra è di immensa importanza in termini di variabilità genetica, dicono i responsabili di Tanap.

Il camoscio dei Tatra (Rupicapra rupicapra tatrica) è una sottospecie di camoscio diffusa soltanto nei Monti Tatra. Simile al camoscio alpino, di colore marrone scuro durante i mesi invernali e più chiaro nei mesi estivi, i maschi sono più grandi delle femmine e hanno le corna più grandi e uncinate. Le dimensioni degli esemplari sono di circa 90 cm di altezza al garrese per 24-36 kg di peso e nei maschi le corna raggiungono una lunghezza compresa tra i 17 e i 26 cm. Le femmine adulte e i giovani formano piccoli gruppi di 5-30 individui, mentre i maschi adulti conducono una vita solitaria. Il camoscio dei Tatra è principalmente diurno, nutrendosi durante le prime e le ultime ore del giorno, mentre riposa nel resto del tempo. Contrariamente ad altri camosci non abita mai zone boscose. È predato principalmente da linci, lupi, orsi e volpi, e l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) lo considera in stato di “pericolo critico”, in quanto la popolazione è molto ridotta e in continuo calo ed inoltre esiste il rischio di ibridazione.

Il censimento fatto ha anche registrato la presenza di altre specie animali, tra i quali si segnala l’avvistamento di un gipeto dalla testa gialla (Gypaetus Barbatus), foto sopra, un rarissimo rapace in via di estinzione di cui si stima rimangano in Europa 110 coppie.

(Red)

Foto Krzysztof Dudzik cc by sa
Foto spravatanap.sk (2)

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