Aumento record della povertà nel paese della Brexit

La Brexit da una parte e le politiche di austerità volute in questi anni dai conservatori stanno riducendo gli standard di vita dei britannici, e a farne le spese sono soprattutto le classi più deboli. Nel Paese c’è stato il più grande aumento della povertà dal 1988, quando al potere c’era Margaret Thatcher. Secondo uno studio del Think Tank Resolution Foundation il tasso ufficiale di povertà, quello delle famiglie con redditi inferiori al 60% della media, è salito dal 22,1% al 23,2%. Con l’inflazione che è aumentata di oltre il 3% lo scorso anno, soprattutto grazie al calo record della sterlina sulla scia del voto sulla Brexit, la classe media ha avuto una crescita del reddito di appena lo 0,9 per cento, una percentuale inferiore all’1,6 dell’anno prima e ben al di sotto del 2,5 per cento del periodo precedente alla crisi.

E proprio come nel 1988 adesso c’è una donna alla guida del Regno Unito e sta a lei rispondere a questa situazione evitando che una hard Brexit peggiori le cose. Theresa May però fino ad ora non è riuscita a guadagnarsi un appellativo come quello di Lady di Ferro riservato alla Thatcher, e per questo vuole ora prendere nelle sue mani le trattative sul divorzio con Bruxelles e provare a dimostrarsi una vera leader. “Dirigerò i negoziati con l’Ue con il ministro per l’uscita dall’Unione europea che sarà deputato a fare le mie veci”, ha annunciato May in una dichiarazione al Parlamento, spiegando che “è essenziale che il governo si organizzi nel modo più efficace”.

(Alfonso Bianchi, Lastampa.it cc by nd)

Foto faungg’s (dett.) cc by nd

Articoli più letti

1 Commento

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.