C’era una volta un’altra Libia

Sono seduto sulla mia sedia, con lo sguardo perso sui tetti di Tripoli, mentre la città affonda nell’oscurità. Non fosse stato per le poche luci sparse e il ruggito dei generatori che sembra provenire da ogni parte, avrei potuto pensare che la città fosse abbandonata e di essere l’ultimo abitante rimasto. Dopo qualche ora le orecchie cominciano ad abituarsi ai suoni e si smette di sentirli. Nell’oscurità tutto si fonde in un unico corpo finché non emerge un altro suono che interrompe la sinfonia dei generatori. È il suono di alcune pompe idrauliche che fischiano e annunciano l’inizio del pompaggio dell’acqua nelle cisterne poste sui tetti, il che vuol dire che l’elettricità è tornata.

Naturalmente la prima cosa che faccio è accendere il condizionatore. Poi torno al mio posto e comincio a leggere le email, pensando a tutte le volte che dovrò scusarmi per aver risposto in ritardo. È vero, chi è in contatto con me sa bene che dove vivo ogni cosa è dotata di una sua volontà: internet, l’elettricità, il pane, l’acqua, il carburante, tutto potrebbe improvvisamente sparire senza preavviso. Questa consapevolezza è tuttavia un’arma a doppio taglio, perché non rispondere potrebbe provocare ulteriori preoccupazioni. È noto infatti che la questione della sparizione improvvisa vale anche per le persone. Chiunque potrebbe sparire senza lasciare traccia.

Lupi, agnelli e cani da guardia
Anche se quando si tratta di sparizioni di persone possono esserci degli indizi, sarebbe opportuno attenersi a delle linee guida per ridurre le possibilità che accada. Innanzitutto meglio non essere ricchi e non guidare un’auto di lusso. Non è molto complicato seguire questi consigli. L’altro consiglio d’oro però lo abbiamo appreso da piccoli: anche allora le sparizioni improvvise erano un problema. Ricordo ancora una lezione nel libro di terza elementare.

C’era un agnellino a cui la madre diceva sempre di non lasciare il gregge e di non andarsene a pascolare da solo, perché il lupo l’avrebbe mangiato. Naturalmente lo stupido e ostinato agnellino sfidò le parole della madre, e naturalmente il grande lupo cattivo lo scovò a pascolare da solo. A quel punto l’agnellino implorò il lupo di lasciargli pronunciare le sue ultime parole. Il lupo acconsentì e l’agnellino cominciò a cantare: “La mia adorata madre ha detto all’agnellino ‘Figliolo… o figliolo non lasciare il gregge perché chi lascia il gregge è già perduto’”.

[…continua]

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Foto Abdul-Jawad Elhusuni cc by sa
Un souq nella medina di Tripoli

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