Estradato in Russia uomo accusato di terrorismo. Amnesty protesta: rischia tortura

Uno dei componenti del gruppo di combattenti islamici ceceni di Shamil Basayev è stato estradato in Russia la scorsa settimana su ordine delle autorità della Slovacchia, dove l’uomo si era rifugiato. L’uomo, Aslan Yandiyev, un cittadino russo, secondo i russi era coinvolto nell’organizzazioni ed esecuzione di una serie di attacchi terroristici in Ossezia del Nord e in Inguscezia, due repubbliche della Federazione Russa. Fuggito nel 2008 con un passaporto falso, dopo essere passato per Svizzera, Paesi Bassi e altri paesi europei, Aslan Yandiyev arrivò in Slovacchia dove fu arrestato e chiese asilo dicendo di essere stato perseguitato dalle polizie dei due stati e sostenendo di essere stato accusato ingiustamente di vari crimini e costretto a “confessare” su tortura. Nel 2011 l’ufficio del Procuratore Generale russo aveva chiesto alla Slovacchia l’estradizione di Yandiyev, che è rimasto nelle carceri slovacche fino all’altra settimana. Secondo le accuse, gli attacchi in cui l’uomo sarebbe coinvolto hanno provocato la morte di alcuni civili.

Amnesty International ha protestato contro la decisione di estradare l’uomo, riferendosi a un appello del Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite, che aveva chiesto alla Slovacchia di rinviare l’estradizione. Questo è un segnale pericoloso che potrebbe avere un effetto negativo sulla applicazione della legge, hanno detto i rappresentanti di AI, accusando la Slovacchia di avere «violato i suoi impegni internazionali». Amnesty sostiene che Yandiyev sarà estradato dalle autorità russe a Vladikavkaz (capitale della Repubblica federale dell’Ossezia del Nord), che è tristemente nota per torture e maltrattamenti, soprattutto nei casi in cui i detenuti sono accusati di il terrorismo.

Ma il ministero della Giustizia slovacco si difende affermando che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha più volte respinto una richiesta di divieto dell’estradizione di Yandiyev, l’ultima volta il 30 maggio scorswo. Del resto, se l’uomo non fosse stato estradato in Russia, sarebbe dovuto essere rilasciato, essendo scaduto il termine a disposizione delle autorità, ha fatto sapere il ministero: il che avrebbe comportato rischi per la sicurezza della Slovacchia. Il ministero della Giustizia slovacco avrebbe ottenuto garanzie dalla controparte russa sulla destinazione del detenuto, e sulla possibilità per i diplomatici dell’Ambasciata slovacca a Mosca di fargli visita in qualunque momento e parlare con lui.

(Red)

Foto bloomsberries cc by nd

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