26 anni fa il primo passo che portò all’indipendenza della Slovacchia

Il 17 luglio di ventisei anni fa, negli ultimi mesi di esistenza della Repubblica Federale Ceco-Slovacca, il Parlamento slovacco (allora chiamato Consiglio nazionale slovacco – SNR) adottava la cosiddetta “Dichiarazione di sovranità della Repubblica Slovacca”, un documento storico che stabiliva la base per uno stato sovrano della nazione slovacca.

Il documento fu letto in aula il 17 luglio 1992 dal neoeletto presidente del SNR Ivan Gašparovič, che dieci anni dopofu eletto presidente della Repubblica per due mandati:

«My, demokraticky zvolená Slovenská národná rada,
slávnostne vyhlasujeme,
že tisícročné úsilie slovenského národa o svojbytnosť
sa naplnilo.»

In italiano:

«Noi, il Consiglio nazionale slovacco democraticamente eletto,
dichiariamo solennemente
che la lotta millenaria del popolo slovacco per l’indipendenza
si è compiuta.

In questo momento storico, dichiariamo il diritto naturale del popolo slovacco all’autodeterminazione, così come è sancito da tutti gli accordi internazionali e dai trattati sul diritto dei popoli all’autodeterminazione.

Riconoscendo il diritto dei popoli all’autodeterminazione, dichiariamo, che anche noi vogliamo creare il modo e la forma di una vita nazionale e statale, nel rispetto dei diritti di tutti, di ciascun cittadino, delle nazioni, della minoranze nazionali e dei gruppi etnici, del patrimonio democratico e umanistico dell’Europa e del mondo.

Con questa dichiarazione, il Consiglio nazionale slovacco dichiara la sovranità della Repubblica Slovacca come base per uno stato sovrano del popolo slovacco.

Bratislava, 17 luglio 1992»

La dichiarazione era parte del processo di scissione della Cecoslovacchia con la creazione di due entità statuali nuove e indipendenti: la Repubblica Slovacca e la Repubblica Ceca, il cui atto di nascita ufficiale è datato 1° gennaio 1993.

La dichiarazione di sovranità fu preceduta da dibattiti aspri al Consiglio nazionale slovacco durante il governo del primo ministro Jan Čarnogurský e del presidente del SNR Frantisek Miklosko. Il 2 maggio due incoerenze nel testo proposto del documento erano state ragione di controversie molto accese.

Il leader del partito Movimento per una Slovacchia democratica (HZDS) Vladimír Mečiar che vinse le elezioni del 1992 e fu tre voltre (controverso) primo ministro affermò che l’adozione della Dichiarazione era la “rottura qualitativa” per la quale gli slovacchi aspettavano più di 1000 anni. Lo stesso 17 luglio 1992 l’allora presidente cecoslovacco Václav Havel informò che avrebbe dato le sue dimissioni. Fu poi votato come primo presidente della Repubblica Ceca indipendente.

(Red)

Foto nrsr.sk

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