Caso Kuciak, PG: gli inquirenti possono parlare delle indagini

Lunedì il Procuratore generale della Repubblica Slovacca Jaromír Čižnár ha informato, nel corso di una conferenza stampa, che al procuratore della Procura speciale incaricato del caso degli omicidi del giornalista Ján Kuciak e della sua fidanzata Martina Kušnírová è ora permesso informare media e pubblica opinione degli eventuali progressi nell’indagine. Può dire «tutto ciò che può essere reso pubblico», ha proferito Čižnár aggiungendo che l’indagine sarà indipendente.

Gli errori iniziali, ha affermato il PG, hanno rallentato il ritmo dell’inchiesta, ma al momento lui non sa dire le ragioni per cui si sono verificati questi errori, compiuti sia dalla polizia che da pubblici ministeri, alcuni dei quali si sono pagati cari. Per il momento, tuttavia, le autorità giudiziarie stanno fronteggiando «gli errori che possono essere risolti», che sono in ogni caso questioni che richiedono tempo. Čižnár ha ammesso che sull’indagine «avremmo potuto essere più avanti».

Ján Kuciak, giornalista investigativo impegnato su alcune delle questioni più scottanti in tema di scandali e frodi fiscali, comprese le frodi di sussidi compiute da imprenditori italiani dell’est Slovacchia legati alla ‘ndrangheta, fu trovato ucciso nella sua casa insieme alla sua fidanzata Martina Kušnírová. La sera del ​​21 febbraio sono stati freddati, presumibilmente da un killer professionista, con colpi sparati da una pistola 9 mm. Per le indagini è stata costituita, come richiesto da più parti, una squadra investigativa internazionale nella quale sono impegnati anche degli inquirenti italiani.

Dopo iniziali informazioni sugli omicidi rilasciate dalla polizia, il Procuratore generale aveva decretato un divieto totale di rilasciare informazioni sullo stato delle indagini, allo scopo di lasciare a lavorare tranquilli gli investigatori e non inquinare i fatti. Gli omicidi, del resto, avevano sconvolto la popolazione, una ferita che ancora stenta a rimarginarsi, e portato decine di migliaia di persone in piazza a protestare contro il governo e la polizia. Come risultato, prima il ministro degli Interni (seguito a breve anche dal successore) e poi lo stesso primo ministro, che avevano promesso una taglia da un milione di euro per chi forniva notizie dell’assassino, si sono dovuti dimettere, e in seguito anche i vertici della polizia sono stati cambiati, un processo che è tutt’ora in corso.

La scorsa settimana si è svolta presso la commissione parlamentare per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo un’audizione sulle indagini sugli omicidi del giornalista slovacco Ján Kuciak, della sua fidanzata Martina Kušnírová e della giornalista maltese Daphne Caruana-Galizia. Alla riunione sono stati portati gli ultimi risultati dell’indagine, illustrati dal procuratore che è incaricato del caso e dalla vicepresidente della polizia slovacca, Jana Maškarová.

La presidente del gruppo di monitoraggio dello stato di diritto dell’Europarlamento, Sophie in ‘t Veld, ha espresso preoccupazioni per i progressi ritenuti insufficienti in entrambe le indagini, affermando che non ci sono risultati né a Malta né in Slovacchia. L’eurodeputata di Smer-SD Monika Smolková ha lamentato la presenza alla seduta di “solo dieci” deputati, quattro dei quali slovacchi, anche se ha dichiarato soddisfazione per la presenza di rappresentanti di Europol, FBI ed Eurojust, che «hanno rassicurato che l’inchiesta in Slovacchia è condotta sotto la loro supervisione ed è indipendente». Il Parlamento europeo aveva inviato una missione in Slovacchia subito dopo gli omicidi, allo scopo di verificare la risposta del sistema giudiziario e politico slovacco a un fatto gravissimo che rappresentava una assoluta novità nel Paese, a pochi mesi dalla bomba che aveva ucciso la giornalista maltese Caruana-Galizia.

Nella giornata di lunedì il vice primo ministro per Investimenti e Informatizzazione Richard Raši (Smer-SD), che stava tenendo un intervento all’ONU a New York sulle priorità nazionali della Slovacchia in base agli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, ha risposto a una domanda sugli omicidi di Kuciak e Kušnírová fatta da un rappresentante delle ONG presente alla sessione. Raši ha dichiarato che è in corso la più grande inchiesta nella storia della Slovacchia. «È importante scoprire cos’è successo, stiamo collaborando con l’FBI e le istituzioni europee», ha affermato, sottolineando che l’indagine è indipendente da influenze esterne.

(La Redazione)

Foto (2) Peter Tkac cc by sa
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