Jaguar Land Rover, avvio di produzione con 1.500 lavoratori

Lo stabilimento della Jaguar Land Rover (JLR) che sta completando la costruzione del sito e tra breve inizierà la produzione in serie di modelli Land Rover Defender, prevista per l’inizio di settembre a turno unico, assume altri 150 dipendenti per chiudere l’anno con 1.500 operativi. La società si sta tuttavia preparando a una campagna di reclutamento per il 2019, quando dovrà prepararsi al secondo turno di produzione (e all’arrivo del secondo modello, la Land Rover Discovery), e punta quasi a raddoppiare la forza lavoro per raggiungere a pieno ritmo circa 2.800 dipendenti entro il 2020, come ha detto la direttrice delle risorse umane di JLR in una intervista nei giorni scorsi. A questi si stima che si aggiungeranno altri 15.000 posti di lavoro circa presso i subfornitori.

Quarta casa automobilistica presente in Slovacchia, l’impianto di JLR è in un distretto – quello di Nitra – dove la disoccupazione è appena al 2,6%, il che le consente di applicare le facilitazioni recentemente approvate dal Parlamento sull’assunzione di lavoratori stranieri.

Per il momento, i dipendenti di nazionalità al di fuori dell’UE, principalmente da Ucraina e Serbia, sono soltanto il 3% del totale, e la società aveva detto il mese scorso di augurarsi di poter impiegare lavoratori extra UE per meno di un terzo dei suoi bisogni. La strategia di JLR è diretta a impiegare quante più persone possibile dalla Slovacchia. I salari offerti da JLR, del resto, sono piuttosto appetibili, e nonostante alcune discussioni sul tema tra le grandi aziende del settore, la società britannica non ha firmato alcun accordo di non concorrenza per il reclutamento di lavoratori di altre imprese automobilistiche. Allo scopo di preparere i giovani al lavoro in azienda, JLR ha da tempo stipulato una collaborazione con le scuole professionali di Nitra e dintorni, e ha aperto in loco una sua JLR Training Academy per formare il personale ai suoi bisogni effettivi.

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Uno studio dell’anno scorso dell’Associazione dell’Industria Automobilistica Slovacca (ZAP SR) indicava che entro il 2021 la Slovacchia avrebbe avuto bisogno di 14.000 nuovi lavoratori nel settore automobilistico. Le scuole, tuttavia, possono fornirne solo 4-5.000, e dunque per gli altri 9-10.000 operai necessari dovrebbero essere trovati in parte con la riqualificazione di personale attivo o di disoccupati di lungo corso, e per il resto aprendo il mercato del lavoro agli stranieri, concludeva lo studio.

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